Oscar 2021, vincitori e candidature: Italia a bocca asciutta e statuetta all'83enne Anthony Hopkins

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di Leonardo Jattarelli

Previsioni rispettate nella Notte degli Oscar 2021. Le dichiarazioni degli organizzatori erano state nette, così come l’ondata sociale che avrebbe smosso le acque sempre troppo tranquille dell’Academy. Doveva essere l’edizione della “inclusione”, dell’Oscar interazziale, dell’abbraccio cinematografico in un modo globalizzato che ha perso ogni punto di contatto. Il film vincitore assoluto, Nomadland, già dal titolo è significativo, così come nella sua storia. Delusione Italia però: ne’ Laura Pausini per “Io Si”, ne’ “Pinocchio” di Matteo Garrone per trucco e costumi hanno portato a casa le statuette sperate. 

Per la terza volta migliore attrice, Frances McDormand, la più antidiva di Hollywood, ha vinto, mentre il suo film di cui è anche produttrice, “Nomadland”, che aveva ottenuto già il Leone d’oro a Venezia, ha dominato con tre Oscar vincendo come miglior film e la regista Chloe Zhao è entrata nella storia del cinema: la prima donna non bianca e seconda donna a vincere per la regia dopo Katheryn Bigelow nel 2010 con “The Hurt Locker” (2010).
Una platea in stragrande maggioranza afroamericana ha applaudito l’83enne Anthony Hopkins, miglior attore per “The Father”, già Premio Oscar per Il Silenzio degli Innocenti nel ‘94, anche se il favorito della vigilia era Chadwick Boseman per la sua ultima interpretazione in “Ma Rainey’s Black Bottom” prima della sua prematura scomparsa. Anthony Hopkins, si è saputo più tardi, dormiva nella sua casa del Galles quando, alle quattro del mattino ora locale, l’Academy of Motion Picture ha annunciato che aveva vinto l’Oscar: «A 83 anni non mi aspettavo di vincere, davvero non me lo aspettavo» ha detto il grande attore «Sono grato all’Academy e voglio rendere omaggio a Chadwick Boseman che ci è stato portato via troppo presto», ha detto la star in un video postato sui suoi social, di sfondo le verdi colline gallesi. Il messaggio dell’attore, visibilmente felice e sinceramente sorpreso, non ha fermato le polemiche montate per ore su Twitter.

 

Quasi tutti, critici e fan, avevano dato per scontato, come detto, il premio postumo a Boseman per la sua ultima interpretazione in Ma Rainey’s Black Bottom e la vedova dell’attore, morto di cancro in agosto a soli 43 anni, era alla Union Station pronta a salire sul palco. Hopkins vive a Los Angeles, ma un paio di settimane fa era tornato nel Galles dove è nato: «Dopo un anno in quarantena, e dopo la seconda dose del vaccino, era rientrato in patria», ha detto il suo agente Jeremy Barber che stamattina ha svegliato l’ex Hannibal Lecter per dargli la notizia. Con il nuovo premio, l’interprete di “The Father” è diventato l’attore più vecchio a ricevere un Academy Award avendo battuto il record di Christopher Plummer che ha ricevuto a 82 anni il premio per il miglior attore non protagonista nel 2012 per "Beginners”.  

Migliori attori non protagonisti sono risultati Daniel Kaluuya di Judas and the Black Messiah e la sud coreana Yuh-jung Youn di Minari che ha “ripreso” gli occidentali che non sanno pronunciare bene il suo nome. Miglior film internazionale e’ stato “Un altro giro” di Thomas Vinterberg: il regista danese non e’ riuscito a trattenere le lacrime pensando alla figlia Ida, morta in un incidente stradale mentre cominciava la lavorazione. Miglior film d’animazione dell’anno è “Soul”. Confermando le attese della vigilia, miglior documentario e’ stato “Il mio amico in fondo al mare”.

Un’edizione abbastanza leggera nell’anno della pandemia che ha cercato di scacciare la tristezza dei collegamenti via “Zoom” con una diretta in presenza di molte star che si è svolta in diverse location, così come era stato annunciato: oltre a Los Angeles, Londra, Parigi, Sydney e Roma. 

Tra le grandi sconfitte della 93esima notte delle stelle,  Glenn Close, elegantissima in un Giorgio Armani, ma che ha eguagliato il primato negativo di Peter O’Toole con otto candidature, nessuna delle quali si è poi trasformata in vittoria. 
C’è stato anche il tempo dei ricordi e degli omaggi, da Ennio Morricone e Giuseppe Rotunno a Sean Connery, Michel Piccoli, Kim Ki Duk e Boseman. 

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Altro segno dei tempi, quindici delle 23 statuette sono andate a film distribuiti sulle piattaforme in streaming tra cui “Nomadland” che dal 30 aprile sarà su Disney+ (e anche nelle sale italiane riaperte proprio dal 26 aprile). E le Borse hanno subito registrato l’andamento: sul fronte azionario infatti, Netflix (-0,24%) ha conquistato sette statuette, ma ancora una volta le è sfuggita quella per il miglior film, andata a Nomadland di Searchlight Pictures, di proprietà della Disney (+0,72%), che in tutto (considerando anche Pixar) ha conquistato cinque statuette.

La Warner Bros di AT&T (-0,45%) ha vinto 3 Oscar, Amazon due (+0,40%).
E non sono mancati nella Notte delle Stelle,i temi sociali, come detto, con discorsi soprattutto incentrati sulle ingiustizie razziali. Regina King, nel monologo di apertura, ha fatto una chiara allusione alla condanna del poliziotto di Minneapolis, Derek Chauvin per l’uccisione dell’afro-americano George Floyd, mentre a vincere l’Oscar nella categoria degli Short è stato “Two Distant Strangers” su un agente bianco che uccide un nero.


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Aprile 2021, 10:07
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