Oscar 2021, trionfa “Nomadland” di Chloé Zhao. Anthony Hopkins miglior attore. Italia fuori: delusione Laura Pausini TUTTE LE STATUETTE

Oscar 2021, trionfa “Nomadland”. Anthony Hopkins miglior attore. Italia fuori: delusione Laura Pausini TUTTE LE STATUETTE

Nell'anno delle donne, l'Italia incassa delusioni agli Oscar: nè Laura Pausini per «Io Si», nè «Pinocchio» di Matteo Garrone per trucco e costumi hanno portato a casa le statuette sperate.

 

Laura Pausini, niente Oscar 2021: «Torno in Italia felice, esperienza irripetibile»

 

Con ululato della sua protagonista e per la terza volta miglior attrice, Frances McDormand, la più antidiva di Hollywood, ha vinto, mentre il suo film di cui è anche produttrice, «Nomadland», già Leone d'oro a Venezia, ha dominato con tre Oscar vincendo come miglior film e la regista Chloe Zhao, nata a Pechino, è entrata nella storia del cinema, prima non bianca e seconda donna a vincere per la regia dopo Katheryn Bigelow di «The Hurt Locker» (2010).

 

Oltre tre ore di cerimonia e un finale a sorpresa: davanti a una platea di star in gran maggioranza afroamericane, Anthony Hopkins ha vinto. Il favorito della vigilia era Chadwick Boseman per la sua ultima interpretazione in «Ma Rainey's Black Bottom» prima della prematura scomparsa, ma a vincere il massimo riconoscimento per la recitazione è stato invece l'83enne star inglese di «The Father» che aveva già vinto nel 1994 per «Silenzio degli Innocenti». Hopkins non ha ritirato di persona il premio mentre l'atteso discorso a suo nome di Olivia Colman, la sua costar in «The Father Nulla è come sembra», da Londra non si è mai materializzato.

 

Piccolo giallo mentre sulla serata in diretta dalla Union Station di Los Angeles calava bruscamente il sipario. Migliori attori non protagonisti sono risultati Daniel Kaluuya di Judas and the Black Messiah e la tostissima quanto elegante veterana sud coreana Yuh-jung Youn di «Minari» che, dopo averlo fatto ai Bafta, è tornata a bacchettare gli occidentali che non sanno come si chiama.

 

Miglior film internazionale è stato «Un altro giro» di Thomas Vinterberg: il regista danese non è riuscito a trattenere le lacrime pensando alla figlia Ida, morta in un incidente stradale mentre cominciava la lavorazione. Miglior film d'animazione dell'anno è «Soul». Confermando le attese della vigilia, miglior documentario è stato il tenerissimo «Il mio amico in fondo al mare». Il mondo nuovo del Covid ha dettato le regole di una cerimonia inconsueta, con le mascherine indossate non appena le telecamere si allontanavano dalle star e svariate location (oltre a Los Angeles, Londra, Parigi, Sydney e Roma) ma niente Zoom.

 

A nulla è valsa la bacchetta magica portata con sè dalla Pausini che con Io Sì/Seen per La vita davanti a sè di Edoardo Ponti correva per la migliore canzone originale con la musicista Diane Warren, l'americana al dodicesimo Oscar mancato. Tra le grandi sconfitte della 93esima notte delle stelle c'è stata anche Glenn Close, elegantissima in un Giorgio Armani disegnato per lei, ma che ha eguagliato il primato negativo di Peter ÒToole con otto candidature nessuna delle quali diventata vittoria.

 

Piccolo premio di consolazione: in un bizzarro «musichiere», la Mamaw di «Elegia Americana» ha correttamente azzeccato «Da Butt» e, risvegliandosi dal torpore della tarda serata, si è esibita in un paio di mosse di twerking. Rapida dissolvenza sul segmento «In Memoriam», quest'anno affollato di nomi inclusi Ennio Morricone e Giuseppe Rotunno, oltre a Sean Connery, Michel Piccoli, Kim Ki Duk tra gli altri e che si è concluso con un fugace omaggio a Boseman.

 

Nell'anno del Covid non ha stupito che 15 delle 23 statuette siano andate a film distribuiti quanto meno simultaneamente su servizi in streaming tra cui «Nomadland», dal 30 aprile su Disney+ (e anche nelle sale italiane riaperte proprio dal 26 aprile): «Guardatelo sullo schermo più grande possibile e poi tornate al cinema» ha esortato la McDormand salita sul palco assieme a Swankie e Linda May, due delle «vere nomadi» ritratte nel film della Zhao. Sullo sfondo di tutto, oltre alla pandemia, le ingiustizie sociali e razziali. Regina King, nel monologo di apertura, ha alluso alla condanna del poliziotto di Minneapolis Derek Chauvin per l'uccisione dell'afro-americano George Floyd, mentre «Two Distant Strangers» su un agente bianco che uccide un nero ha vinto l'Oscar nella categoria degli short.

 

TUTTE LE STATUETTE

 

È 'Nomadland' il film che ha ricevuto il maggior numero di Oscar alla 93esima edizione degli Academy Awards: miglior film, miglior regia (Chloé Zhao, seconda donna a ottenere la statuetta dopo Kathryn Bigelow e prima donna asiatica) e miglior attrice (Frances McDormand, che porta a casa il terzo alloro come protagonista: meglio di lei solo Katharine Hepburn).

 

Anthony Hopkins a 83 anni ha vinto il suo secondo Oscar come miglior attore per 'The Father' (film che ha ricevuto anche il riconoscimento per la sceneggiatura non originale), battendo il compianto Chadwick Boseman, protagonista di 'Mà Rainey's Black Bottom' (che ha vinto i premi per i costumi e il trucco). Hopkins, che aveva vinto la prima statuetta nel 1992 per 'Il silenzio degli innocentì, non era alla Union Station di Los Angeles per ritirare il premio e ha inviato un breve video di ringraziamento sui social.

 

Due premi anche a 'Mank' (fotografia e scenografia), 'Soul' (film d'animazione e colonna sonora) e 'Sound of Metal' (montaggio e sonoro). Emerald Fennell, candidata come regista, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale per 'Una donna promettentè. Delusione per l'Italia: niente da fare per Laura Pausini, interprete e co-autrice con Dianne Warren di 'Io sì (Seen)' della canzone originale di 'La vita davanti a sé' (di Edoardo Ponti con Sophia Loren) e per i candidati di 'Pinocchiò di Matteo Garrone (il costumista Massimo Cantini Parrini e i truccatori Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti). 

 

Miglior film a 'Nomadland' di Chloé Zhao;

Miglior regia a Chloé Zhao per 'Nomadland';

Miglior attore a Anthony Hopkins per 'The Father';

Miglior attrice a Frances McDormand per 'Nomadland';

Miglior attore non protagonista a Daniel Kaluuya per 'Judas and the Black Messiah';

Miglior attrice non protagonista a Yoon Yeo-jeong per 'Minarì;

Miglior film internazionale a 'Un altro girò (Danimarca);

Miglior film d'animazione a 'Soul';

Miglior sceneggiatura originale a Emerald Fennell per 'Una donna promettentè;

Miglior sceneggiatura non originale a Christopher Hampton e Florian Zeller per 'The Father';

Miglior fotografia a Erik Messerschmidt per 'Mank';

Miglior montaggio a Mikkel E. G. Nielsen per 'Sound of Metal';

Miglior suono a Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh per 'Sound of Metal';

Miglior scenografia a Donald Graham Burt e Jan Pascale per 'Mank';

Migliori costumi a Ann Roth per 'Ma Rainey's Black Bottom';

Miglior trucco a Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson per 'Ma Rainey's Black Bottom';

Migliori effetti speciali a Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher per Tenet;

Miglior colonna sonora a Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste per 'Soul';

Miglior canzone originale a 'Fight For Yoù (musiche di H.E.R. e Dernst Emile II, testo di H.E.R. e Tiara Thomas) per 'Judas and the Black Messiah';

Miglior documentario a 'Il mio amico in fondo al marè di Pippa Ehrlich e James Reed;

Miglior cortometraggio a 'Due estraneì di Travon Free e Martin Desmond Roe;

Miglior cortometraggio d'animazione a 'Se succede qualcosa, vi voglio benè di Michael Govier e Will McCormack;

Miglior cortometraggio di documentario a 'Colettè di Anthony Giacchino;

Premio umanitario 'Jean Hersholt' a Tyler Perry di Motion Picture & Television Fund.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Aprile 2021, 11:06
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