Neri Parenti: «Ho fatto solo burle, ma che meraviglia»
di Michela Greco

Neri Parenti: «Ho fatto solo burle, ma che meraviglia»

"Ho sempre fatto un cinema popolare e me ne sento un rappresentante al cento per cento. A chi storce il naso dico che il populismo è peggio del popolare". Tra i protagonisti della prima edizione del Terni Pop Film Fest, che si è svolto dal 27 al 30 settembre, Neri Parenti - regista di commedia dalla carriera quasi quarantennale - rivendica con orgoglio la sua "militanza" in un cinema votato al box office.




L'immagine di qualche giorno fa dei ministri 5 Stelle in festa sul balcone di Palazzo Chigi poteva essere una scena da film?

Mi ha fatto pensare ad altri balconi... D'altronde in questo momento il mondo gira così, il populismo va molto, soprattutto negli Stati Uniti. Da noi un film sul tema è già in corso di realizzazione: era un progetto di Carlo Vanzina, preso in carico da Marco Risi dopo la sua morte.




E lei che film sta preparando?
Una storia ambientata al giorno d'oggi su un uomo ricchissimo che si fa assegnare una casa popolare per non pagare le tasse, ma poi è costretto ad andarci a vivere. Si ritrova a Tor de' Cenci con poveri ed extracomunitari. Non so, però, se e quando riuscirò a trovare i soldi per farlo, oggi il mercato cinematografico è totalmente cambiato e la sala non è più molto importante...




Si riferisce alle piattaforme streaming... Pensa che facciano bene o male al cinema?

Direi bene, perché danno la possibilità di portare le idee all'attenzione di un pubblico mondiale e perché creano lavoro: ho un figlio che fa l'aiuto-regista e in questo periodo sta lavorando molto per produzioni Netflix.




Lei la farebbe una serie Netflix? Gliel'hanno mai proposto?

Sì, ho discusso di un progetto ed è stato curioso perché loro non hanno uffici in Italia, ci siamo incontrati al bar. La cosa per ora non è andata in porto perché avrebbero voluto prendere il pacchetto completo, ma io avevo solo la sceneggiatura.




Cosa pensa della polemica degli esercenti contro le piattaforme?

Mi sembra un'assurda guerra tra cavalli e carrozze: il mondo sta cambiando e cambierà ancora, bisogna prenderne atto.




De Sica e Boldi, che ha diretto tante volte, tornano insieme. Che effetto le fa?

Ne sono contento ma bisogna vedere cosa fanno. I ritorni possono essere trionfali o pericolosi, vedremo se il loro film farà ridere...




L'anno prossimo festeggerà i 40 anni di carriera. Cosa pensa di aver dato e di aver preso dal cinema italiano?

Dato? Nulla. Ho fatto film che non lasciano il segno, tranne forse la saga di Fantozzi, che ha descritto un'epoca. I cinepanettoni invece erano burle, farse, che potevano durare giusto 5 anni. Cosa ho preso? Delle buone paghe! (ride) A parte gli scherzi, sono felice di aver sempre fatto il lavoro che mi piace: non ho girato i filmetti con l'angoscia di dover fare il cinema d'autore, mi sono sempre divertito con i comici e non ho mai pensato 'che mi tocca fare', ma piuttosto 'che meraviglia'!
Mercoledì 3 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 07:05
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