Michael Douglas torna sul piccolo schermo con Il metodo Kominsky: «La tv? Ce l'ho nel dna»
di Alessandra De Tommasi

Michael Douglas torna al piccolo schermo con Il metodo Kominsky: «La tv? Ce l'ho nel dna»

Figlio di un’icona del cinema (Kirk, oggi ultracentenario), Michael Douglas si gode finalmente la libertà di fare e dire quello che gli pare. In attesa d’iniziare le riprese di Ant-Men 3 torna al primo amore, la tv, con Il metodo Kominsky (su Netflix con la stagione due) mentre applaude la figlia Cary, che ha appena debuttato nel mondo della moda per Fendi con un servizio fotografico romano assieme a mamma Catherine Zeta-Jones. L’attore due volte Premio Oscar non ha più filtri e – come anticipato al Festival della TV di Monte-Carlo – ha tutta l’intenzione di godersi la vita, soprattutto dopo l’infarto che anni fa sembrava avergli anche stroncato la carriera.

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Perché è tornato al piccolo schermo?
«Ce l’ho nel Dna e dopo mezzo secolo da Le strade di San Francisco che ha lanciato la mia carriera, mi sembra un ottimo modo per chiudere il cerchio. Il mio primo premio, il Bambi Award, l’ho ottenuto in tv e anche l’ultimo, la Ninfa di cristallo alla carriera a Monte-Carlo, quindi mi sembra abbastanza significativo. E poi i servizi di streaming come Netflix offrono una certa democrazia nella scrittura e un accesso mai visto finora».

Quale lato di sé scoprirà il pubblico nelle nuove puntate?
«Spero emerga quello comico e divertente, oltre a quello romantico. Ci vuole senso dell’umorismo per interpretare un attore fallito che si dà alla recitazione e mi sembra che i nuovi episodi alzino l’asticella».

Nella vita come sul set è uno che ama rischiare?
«Sempre: amo il rischio fisico negli sport, come le arrampicate, e quello emotivo di alcuni ruoli. Preferisco lanciarmi in personaggi che non so se piacciono o meno, anche a costo di inimicarmi il pubblico. Le scelte nella mia carriera rispecchiano la mia filosofia di vita spericolata».

Come si rilassa lontano dal set?
«Giocando a golf: ogni volta sul campo mi sembra di bigiare la scuola però se sbaglio mira dopo tre buche divento irascibile. Se invece mia figlia Carys è a casa allora mi piace spendere del tempo con lei».

Rimpianti?
«Guardo indietro solo per festeggiare e per mostrare gratitudine, altrimenti se inizio a rimuginare sulle cose finisco per agitarmi e non mi fa certo bene».
Giovedì 7 Novembre 2019, 08:18
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