Lina Wertmuller, Raoul Bova: «Con lei si sognava tanto, è come aver perso una di famiglia»

Lina Wertmuller, Raoul Bova: «Con lei si sognava tanto, è come aver perso una di famiglia»

Ai tempi di 'Ninfea Plebea' «ero alla mia prima esperienza e per me è stata veramente una maestra di recitazione e di cinema»

«E' come aver perso una persona di famiglia». Ricordi pieni di affetto quelli di Raoul Bova per di Lina Wertmuller morta oggi a Roma all'età di 93 anni. Una maestra, un'esteta, una perfezionista geniale. Ma anche «la scuola più bella di vita e di cinema che ho potuto fare. Con lei un film diventava un grande sogno, con lei si sognava tanto» ha raccontato Bova all'AdnKronos. L'attore, diretto dalla regista in 'Ninfa Plebea' e in 'Francesca e Nunziata', sottolinea la sua particolare sensibilità evidenziando che «nel momento in cui entravi nel suo film, nella sua opera, facevi parte della sua famiglia. Condivideva pranzi, cene, si stava insieme, vivendo insieme ti guardava, cercava di capire come poter tirare fuori la parte più bella, divertente, esteticamente migliore che avevi. Infatti mi ricordo che i momenti insieme a lei sono stati molto intensi, tendeva a creare un ambiente familiare».

 

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Nella lavorazione di un film «la sua genialità era incredibile perché controllava tutto dall'inizio alla fine. Riusciva a trovare anche la più piccola imperfezione. Non lasciava al caso una parola, un'intenzione, un'intonazione. Ripetevamo il copione finché la nota non fosse quella giusta». «Ricordo - prosegue Bova- che bloccò un set per due ore perché, su una scena, voleva vedere gli occhi dei due attori che in quel momento recitavano. Rifece fare tutte le luci perché per lei gli occhi erano importantissimi, erano la vita dell'attore. Ai tempi di 'Ninfea Plebea', sottolinea Bova, «ero alla mia prima esperienza, ero molto giovane e per me è stata veramente una maestra di recitazione e di cinema». L'attore parla poi della «grande reunion» coincisa con il film 'Francesca e Nunziata' del 2002 nel quale interpretava la parte di Federico Montorsi. «C'erano tantissimi attori - racconta - tra cui Sophia Loren, Giancarlo Giannini, Claudia Gerini e tutti gli attori napoletani che lei amava. Da parte di tutti c'era un affetto enorme. Ora è come aver perso una persona di famiglia che purtroppo non ho sentito per un po' di tempo. Però c'era un grandissimo affetto», conclude l'attore.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Dicembre 2021, 21:11
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