Kristen Stewart: «Sogno di fare un supereroe gay, ma Hollywood mi boicotta perché ho la fidanzata»
di Alessandra De Tommasi

Kristen Stewart: «Sogno di fare un supereroe gay, ma Hollywood mi boicotta perché ho la fidanzata»

TORONTO – Mano nella mano con la nuova fidanzata Dylan Meyer, Kristen Stewart è arrivata al Festival di Toronto con aria battagliera. È questa la risposta a quanti le hanno detto di non mostrare il suo orientamento sessuale se vuole fare un film Marvel. Lei se ne frega e ribadisce di voler interpretare un «supereroe gay» durante la promozione del biopic Seberg sulla diva della Nouvelle Vague, ancora senza data d’uscita in Italia.

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La 29enne musa di Chanel, in questi giorni con una cresta rosa chewing-gum, continua per la sua strada a testa alta anche quando, come nella capitale canadese, incrocia l’ex storico, partner di Twilight e futuro Batman (Robert Pattinson). Anche se da due anni usa giri di parole intorno al coming out, ne parla apertamente come qualcosa di «naturale, insomma niente di traumatico, non propriamente nascosto finora ma neppure sbandierato». In Canada l’apertura verso l’argomento è totale e si nota anche nei dettagli più piccoli, come la targa sulle toilette del quartier generale del festival che specificano ogni variante di genere accanto a “maschio” e “femmina” elencandole tutte: non binario, genderqueer, transgender, transessuale, due spiriti e gender diverse. «Non mettetemi in una scatola, vi prego», ha concluso l’attrice, star nel remake di Charlie’s Angels, in sala dal 21 novembre. I primi di ottobre ritirerà il Golden Eye Award, il massimo riconoscimento al Festival di Zurigo, un passo ulteriore verso la consacrazione a star della A-list di Hollywood.

Dalla sua postura si vede che indossa una corazza invisibile a protezione della privacy. Non si concede mai barlumi di emotività davanti a stampa e paparazzi. Ricorda l’ultima volta che ha pianto?
«Non so se sia l’ultima ma mi è capitata proprio sulla strada per andare sul set di Seberg, ero tesissima. Il cellulare si è spento, l’auto non aveva GPS e ho iniziato a tremare e singhiozzare finché non mi ha fermato la polizia. Durante le riprese di cose strane ne son successe tante, avvertivo la presenza di Jean e a volte ho persino pensato che si fosse incarnata nel gatto che ci tormentava durante i ciak».

Ha fatto pace con la fama?
«So di non poter controllare l’idea che il pubblico ha di me, devo solo lasciare che non mi influenzi e vedere il lato positivo, ossia usare la vetrina della notorietà per cause meritevoli. Resto comunque alla larga dai social, almeno finché posso».

Due anni fa ha subito anche cyberbullismo dal presidente Trump.
«È il minimo che mi potesse succedere, ora ci rido su».

Come si fa?
«Onestamente non capisco, chi dice che gli artisti non possono parlare di politica, per me non c’è differenza. Un essere umano deve avere una coscienza politica e ancor più una persona che si occupa di cultura e che vive in una condizione privilegiata».

Se qualcuno facesse un film sulla sua vita chi lo dovrebbe interpretare?
«Io, ovviamente, anche se non sono pronta a scrivere un memoir, i veri ricordi memorabili sono dettagli piccoli e restano miei».

Da quanto tempo non fa un provino?
«Da troppo. Sembra strano ma a me piace mettermi alla prova e dimostrare di saper fare qualcosa che altri pensano mi sia preclusa. E comunque non ho una lista di ruoli che vorrei a tutti i costi interpretare, dipende da quello che mi trovo davanti e che m’ispira».

La vera Kristen, quella privata, che donna è?
«Spero che chi mi ama dica di me che sono una brava persona e che fa le cose con il cuore, solo questo conta».
Lunedì 23 Settembre 2019, 07:35
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