Jerry Calà: «Torno in streaming con i Gatti ma ormai siamo tutti da ospizio»

di Michela Greco
All’inizio degli anni 80, al cinema, andava “a vivere da solo”, oggi invece – con autoironia, dall’alto dei suoi 68 anni, di cui oltre 40 di carriera – si imbarca in un’Odissea nell’ospizio, titolo dell’ultimo film che ha diretto, disponibile sulla piattaforma streaming Chili dal 2 ottobre. Jerry Calà ha ricevuto il premio alla carriera al Terni Pop Film Fest, la rassegna dedicata al cinema popolare diretta da Antonio Valerio Spera.
 
 


Che effetto le fa il riconoscimento alla carriera?
«Mi fa molto piacere perché viene da un festival dedicato a un tipo di cinema che la gente va davvero a vedere, un cinema che piace a tutti ma è bistrattato. E poi io sono molto pop».

Che tipo di film è Odissea nell’ospizio?
«È una commedia nella sua accezione più classica in cui ho voluto riunire gli amici con cui ho fatto tanta strada: con I Gatti di Vicolo Miracoli abbiamo lasciato il segno. Partendo dalla realtà, racconto di un gruppo di artisti che si è sciolto tempo prima e si ritrova in una casa di riposo. È un racconto leggero ma tocca temi attuali e importanti come la malasanità e l’accoglienza: quando il comune manda nella casa di riposo alcuni profughi, i suoi ospiti hanno reazioni molto diverse».

Cosa l’ha spinta a riunire i Gatti?
«Mi mancavano i miei amici e l’atmosfera goliardica che si respirava con loro quando, da ragazzi, condividevamo anche la casa. Grazie al film in qualche modo abbiamo rivissuto quei momenti alloggiando insieme in una villa durante le riprese».

Rispetto a quei tempi il mondo è molto cambiato...
«Era tutto diverso, noi facevamo il cabaret e fuori c’erano gli anni di piombo. Oggi la situazione è turbolenta per altri motivi, ma resta vero che nei periodi più difficili c’è ancora più voglia di farsi due risate».

Lei ha avuto un gran successo negli anni 80, periodo a cui oggi si guarda spesso con nostalgia. Come se lo spiega?
«Vedendo i nostri film i ragazzi di oggi possono capire un’epoca che era piena di entusiasmo, di voglia di fare. Io dicevo “vado a vivere da solo”, oggi si resta a casa coi genitori fino a 40 anni. Se prendevamo un brutto voto, tornavamo a casa e i genitori ce le davano, oggi invece vanno a menare i prof. E noi eravamo più spontanei e liberi dei ragazzi di oggi».

Ha criticato il politicamente corretto a tutti i costi. Siamo finiti nell’autocensura?
«Tutti hanno paura delle critiche sui social, all’apparenza ci siamo molto evoluti ma in realtà non abbiamo la stessa libertà, siamo tutti controllati».

Eppure lei sui social c’è...
«Certo! Sono un uomo che vive nel suo tempo e mio figlio di 16 anni mi tiene aggiornato su questo mondo e sulle serie tv».

Tra i comici oggi chi le piace?
«Zalone mi fa ridere, ha mantenuto la spudoratezza e la cattiveria che alla gente piace: la comicità deve essere rottura degli schemi. Apprezzo molto anche Ficarra e Picone, sono bravi a prendere in giro le storture della realtà siciliana e di quella italiana».

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Mercoledì 16 Ottobre 2019, 07:50
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