Ecco Frozen 2: «Elsa e Anna, due eroine adulte che non si arrendono mai»

di Michela Greco
ROMA - «Da donna sono orgogliosa di portare ai più piccoli la forza, l’amore, i difetti, il coraggio e la fragilità di due giovani donne. Elsa e Anna ci dicono che l’amore, per noi stessi e per gli altri, può salvarci, e che si può sconfiggere la paura interrogandosi sul passato per andare avanti». È entusiasta Serena Rossi di aver ripreso la voce e le performance canore di Anna, sorella della regina Elsa (doppiata da Serena Autieri), in Frozen 2 - Il segreto di Arendelle - di Jennifer Lee e Chris Buck, al cinema dal 27 novembre.

Da circa sei anni, ovvero dall’uscita - e dal successo strepitoso - del primo Frozen, le due eroine Disney sono diventate dei punti di riferimento per tantissime piccole spettatrici. Ora tornano al cinema insieme al pupazzo di neve Olaf (doppiato egregiamente, come nel primo film, da Enrico Brignano) per una nuova avventura pienamente nello spirito dei tempi: il pericoloso viaggio della regina Elsa alla scoperta dell’origine dei suoi poteri è una favola ecologista sulla necessità di essere in armonia con la natura e un monito sui cambiamenti climatici che stiamo vivendo.

È il racconto di crescita di una ragazza che vuole esplorare se stessa e il mondo, ma tenendo sempre cari i legami familiari. È un apologo sull’importanza di far tesoro del passato e dei suoi insegnamenti e sulla convivenza pacifica tra comunità diverse. Oltre, naturalmente, un esempio di “girl power”: Elsa e Anna sono le due assolute protagoniste e insegnano che «dobbiamo essere capaci di risolvere i problemi da soli - spiega Jennifer Lee, regista e sceneggiatrice del film, ma anche chief creative officer dei Walt Disney Animation Studios - Sono due donne a capo di un regno ma non pensano a organizzare balli, hanno delle responsabilità importanti. Scrivendo il film ci siamo guardati intorno, abbiamo osservato il mondo e deciso di non raccontare l’amore romantico che ci salva da tutto, ma persone che non mollano mai e possono essere d’ispirazione».

Di sicuro lo sono state per i doppiatori italiani: «Dare di nuovo la voce ad Anna mi ha fatto venir voglia di fare un altro figlio e di chiamare mia sorella tutti i giorni», ha detto ridendo Serena Rossi, mentre Brignano si è soffermato sul risvolto personale di questa esperienza: «Tra il provino che feci per doppiare il primo film e l’inizio del lavoro è nata mia figlia - ha detto - Ora lei canta continuamente la canzone che io interpreto nel primo film e io sono felice di tornare a dar voce a Olaf per darle una nuova testimonianza del lavoro di papà».

«Io ho partecipato a Frozen 2 per due motivi - aggiunge Giuliano Sangiorgi, interprete di Nell’ignoto, brano che accompagna i titoli di coda - per amore, visto che sono diventato papà da poco e vorrei che mia figlia, crescendo, consumasse i due film, e per vendetta, dopo aver ascoltato a ripetizione le canzoni del primo Frozen con mia nipote. D’ora in poi, nelle orecchie di tutti, ci sarà anche la mia voce».
Mercoledì 13 Novembre 2019, 07:50
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