Ficarra e Picone: «Il primo Natale, aspettiamo Conte in sala. L'anno scorso andò a vedere Boldi e De Sica»

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di Stefania Cigarini
Salvatore Ficarra e Valentino Picone hanno le idee chiare per queste Festività. E, complice il successo del loro più recente (settimo) film, Il primo Natale, soprattutto idee in grande.

«Il Papa, per cominciare - spara Ficarra - vorrei affacciarmi all’Angelus con Lui e, soprattutto, invitarlo ad una proiezione. In fin dei conti è l’amministratore delegato della Santa Proprietà della quale trattiamo nel film».
Più modesto Picone: «Il premier Giuseppe Conte, non può non vedere il nostro film. L’anno scorso disse di aver visto quello di Boldi e De Sica. Non può mancare, si tratta anche di par condicio».

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Veniamo a cose più concrete, il soggetto di questo film?
Picone: «È nato prima dell’Ora Legale (film del 2017, ndr), ci ha stimolato l’idea di parlare del presente tornando nel passato»

Un esempio
Picone: «Che l’uomo era così anche duemila anni fa, cercava di arrangiarsi, in senso positivo, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza»
Ficarra: «E poi non lo possiamo dire bene bene, perché è il finale del film».

Il successo al botteghino ve lo aspettavate?
Ficarra: «Aspettarselo no. L’incasso ci interessa, naturalmente, come al produttore del film, ma noi guardiamo soprattutto alle reazioni sui social, perché cerchiamo di non ripetere gli stessi cliché, di non rifare lo stesso film. Ogni volta è come ricominciare da zero, come dire al pubblico Ti fidi di noi? Seguici in questa storia».

Il 7 gennaio sarete alla conduzione di Striscia la Notizia per la sedicesima volta
Ficarra: «Una bella sensazione, c’è un canovaccio, ma abbiamo anche tanto campo libero».
Picone: Spesso non vogliamo neppure vedere i servizi prima, proprio perché il nostro commento sia più immediato e originale».

I social
«Li usiamo per lavoro, per far conoscere quello che creiamo, e basta. Un uso costante, ma parsimonioso».

Venticinque anni di carriera, come festeggerete?
Ficarra: «Con questo film nelle sale, poi una tournée italiana con uno spettacolo-antologia, una sorta de il meglio di Ficarra e Picone».

Chi sono i vostri maestri?
Ficarra: «Totò, Peppino, Troisi, ma difficile definirli maestri, perché li abbiamo amati prima di tutto come spettatori, non come futuri comici»
Picone: «Totò in tutte le declinazioni, con Peppino, Fabrizi, Nino Taranto, Castellani, Tina Pica. Perciò quando ci siamo trovati a fare questo lavoro, più che ispirarci a qualcuno, abbiamo fatto quello che già avevamo dentro»

Chi vi piace oggi?
Picone: «Il più grande, per me, è Corrado Guzzanti»

Con quale collega vorreste lavorare?
Ficarra: «Carlo Verdone, ma già chiamarlo collega è un onore. È il comico che può fare veramente qualsiasi cosa»

Il vostro film più bello
Picone: Una parte di me pensa a Nati Stanchi di cui siamo stati soggettisti e sceneggiatori, ma non registi. Perché si è scritto da solo, una storia che avevamo dentro, raccontata con semplicità spiazzate come piace a me»
Ficarra: «È anche quello dove abbiamo vissuto più emozioni, non pensavamo neppure che fosse possibile. Ci siamo convinti che stavamo facendo il film quando abbiamo visto i camion arrivare il giorno prima».
Picone: «Nessuno dei nostri film è imitazione dell’altro. A volte ci diciamo, peccato che dobbiamo sempre esserci noi. Si stratta sempre di storie e contesti diversi, fino a quest’ultimo, una prova eclatante, ambientato addirittura in un’altra epoca».

Il movimento delle Sardine
Picone «Ogni volta che si scende in piazza è una cosa bella»
Ficarra «Quando la gente si occupa della cosa pubblica, è importante. Così, in maniera composta e appassioneta, non si può che pensarne bene»

Il #metoo ha cambiato qualcosa nel mondo dello spettacolo?
Picone: «Non solo nel mondo dello spettacolo, anche se è partita da qui»
Ficarra: «Io, per esempio, ho smesso di molestare Picone, ora ho paura delle conseguenze (ridono, ndr)»

L’alchimia tra di voi
«La stessa visione del racconto delle cose comiche e ci piace raccontare storie, in teatro, in tv, a Striscia, al cinema è fondamentale avere la stessa idea del racconto»
Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Dicembre 2019, 12:22
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