Elle Fanning: «Io, stregata dalla Grande Mela, ma il mio vero amore è Londra». Parla la protagonista dell'ultimo film di Woody Allen
di Alessandra De Tommasi

Elle Fanning: «Io, stregata dalla Grande Mela, ma il mio vero amore è Londra». Parla la protagonista dell'ultimo film di Woody Allen

Una ragazza arriva nella Grande Mela con un sogno nel cassetto. Per realizzarlo deve sacrificare la vita sentimentale, o almeno così sembra. Fin qui la trama pare quella di una commedia romantica come tante, con l’American Dream, la svolta cinica e il luccichio di Hollywood. Invece no: è il film numero 49 di Woody Allen, Un giorno di pioggia a New York, e la protagonista è già una star, Elle Fanning, che solo nel 2019 abbiamo visto nei panni della principessa Aurora nel live action Disney Maleficent – La signora del male e in Teen Spirit, dove invece rincorreva ambizioni da cantante.

Non è più la “sorellina di Dakota” da un bel po’ e ormai la surclassa anche per stile, oltre che per ingaggi. A dispetto del viso d’angelo e degli occhioni da cerbiatta, Elle ha una determinazione notevole e non accetta un no per risposta.

Nel film di Allen la sua “antagonista” è Selena Gomez: si è fatta dare qualche dritta per la parte della musicista?
«Mi sarebbe piaciuto ma purtroppo l’ho conosciuta solo dopo aver girato quel film».

Negli Usa Allen è sotto tiro per le accuse di molestie. Che si sente di dire?
«Non parlo di questa storia, c’è un processo. Mi dispiace solo che la mia partecipazione al film abbia ferito qualcuno nel processo. Per me è stata comunque una importante esperienza professionale essere diretta da Allen».

Anche per lei New York è il luogo dove i desideri diventano realtà?
«No, per me la città più magica al mondo resta Londra, dove ho avuto la fortuna di vivere per sei mesi e dove torno sempre con gioia… e non solo per lo shopping!»

Hollywood è la fabbrica dei sogni, ma può diventare anche uno scintillio vuoto. La bellezza per lei è una maledizione?
«Per una donna ci sono standard diversi rispetto agli uomini, soprattutto nel considerare l’età che avanza. Per me è una gioia vedere attrici che invecchiano con grazia e accettano il passare del tempo: sono le più belle perché prestano il volto a persone comuni, normali, in cui il pubblico può identificarsi senza stravolgersi con la chirurgia estetica. La bellezza è come ti vedi da dentro, come ti consideri».

Ha 21 anni eppure sembra molto più saggia della sua età. Non teme di aver sprecato l’adolescenza lavorando invece che facendo le esperienze dei suoi coetanei?
«No, ho vissuto un’infanzia sui generis, è vero, ma da teenager ho vissuto le stesse tappe dei miei amici, dal ballo allo sport, e non rimpiango niente».

Ha girato sia film d’autori che blockbuster, quale pensa sia il futuro del cinema?
«Un po’ mi spiace che i ragazzi della mia età vedano film solo sul cellulare o sul pc, perché la sala regala emozioni uniche, ma è anche vero che le nuove piattaforme portano un progetto in luoghi dove altrimenti non sarebbe mai arrivato».

È diventata attrice grazie a sua sorella?
«Ho debuttato come la sua versione bambina, ma è stato Grease a farmi davvero innamorare di questo mestiere. E ho un proposito: continuare a recitare in ruoli che non mi somigliano affatto, anzi che mi spaventano a morte».
Giovedì 5 Dicembre 2019, 06:55
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