Elio Germano: «Gli uomini hanno paura delle donne. Io ne vorrei una al Quirinale»
di Michela Greco

Elio Germano: «Gli uomini hanno paura delle donne. Io ne vorrei una al Quirinale»

L'attore e i fratelli D'Innocenzo presentano il thriller "America Latina"

Un manifesto allucinato sull'inadeguatezza del maschio contemporaneo, un thriller psicologico misterioso e disturbante che esplora il lato oscuro dell'uomo borghese con una sofisticata - eppure molto umana - elaborazione visiva e cinematica. È America Latina, il terzo film dei fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e da giovedì nelle sale.
Elio Germano è Massimo, dentista di provincia (Latina), papà di due ragazzine bionde ed eteree (Carlotta Gamba e Federica Pala) e marito di una donna (Astrid Casali) che venera. «Sei un miracolo», le dice. Abitano in una villa di geometrie e riflessi: le vetrate e la superficie della piscina restituiscono i turbamenti di lui. Dai quali non può più scappare. «La crisi del maschio dice Fabio D'Innocenzo ha per me radici precise nel ventennio che io e Damiano abbiamo vissuto da piccoli e che ha accompagnato la nostra crescita. Penso che America Latina sia una radiografia impietosa del maschio. Una storia che raccontiamo in quanto vittime e possibili carnefici della mascolinità tossica, ma senza giudizio verso un personaggio che amiamo nelle sue debolezze».
«Gli uomini hanno spesso una forma di paura verso le donne, una mancanza di fiducia aggiunge Germano - Una sensazione di essere da meno che produce l'esigenza di schiacciare la figura femminile in un angolo, e la società contemporanea non aiuta. Detto questo, mi auguro che il prossimo Presidente della Repubblica sia una donna: mi fido di più delle donne al comando». Secondo Damiano D'Innocenzo, poi, «America Latina è inconsciamente figlio di ciò che stiamo vivendo, della paura con cui facciamo i conti tutti i giorni». E porta lo spettatore a confrontarcisi, con questa paura, questa vulnerabilità. «Il film è la storia di una ferita che si allarga dice Germano - Ci sono drammi di tanti tipi, i migranti che muoiono in mare sono tra questi, ma il dramma della pandemia riguarda anche noi occidentali più riparati. Spero che ci insegni a sentire il dolore anche quando riguarda gli altri». Mentre Fabio D'Innocenzo, appena travolto da una bufera di polemiche sui social, in cui ha risposto con parole offensive a chi criticava il film, per poi scusarsi, approfitta per «tornare sul luogo del delitto con onestà: l'insulto più grande l'ho fatto a me stesso. La mia vulnerabilità è forte, ma non devo essere cieco di fronte a quella altrui».
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Ultimo aggiornamento: Martedì 11 Gennaio 2022, 11:38
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