Amici come prima, De Sica e Boldi di nuovo insieme dopo 13 anni in un film-omaggio al cinepanettone

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di Paolo Travisi

Christian De Sica e Massimo Boldi, la coppia che per anni ha riempito sale e botteghini con 23 cinepanettoni, tornano insieme. “Amici come prima”, mai titolo fu più azzeccato per un film che gioca sulla separazione artistica che ha tenuto lontano i due attori per 13 anni. Una reunion per una commedia in uscita a Natale (il 19 dicembre, 500 copie per Medusa) diretta dallo stesso De Sica che, sin dalla sceneggiatura (scritta insieme a Fausto Brizzi) ha puntato sulle virtù comiche di entrambi.

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La storia prende spunto dalla realtà dei nostri tempi. De Sica è il direttore di un prestigioso hotel - di proprietà del ricco imprenditore milanese, Massimo Boldi - che viene licenziato dalla figlia, interpretata da Regina Orioli, intenzionata a vendere tutte le proprietà di famiglia ai cinesi. Rimasto senza impiego, con moglie da mantenere (Lunetta Savino) e figlio aspirante rapper da lanciare (Francesco Bruni), decide di travestirsi da donna per lavorare come badante del ricco imprenditore, che si finge sulla sedia a rotelle, perché estremamente pigro.

“Io e Massimo ci conosciamo da moltissimi anni, ancor prima del nostro debutto in Yuppies. E’ stata una gioia ritrovarci. Dopo qualche anno di lontananza ci siamo incontrati alla festa di un amico comune ed eccoci qui” dice De Sica alla presentazione stampa di Amici come prima. “Nel corso di questi 12 anni siamo rimasti amici, non è vero che abbiamo avuto delle discussioni” aggiunge Soldi “ognuno ha fatto i suoi film, ma spesso incontravamo persone che ci dicevano ma perché non tornate insieme. Quando abbiamo fatto il primo ciak sembrava che ci fossimo lasciati il giorno prima”.

Dopo le tante mete di viaggio dei cinepanettoni, India, Miami, America, oggi la storia è ambientata a Milano, ma seppur i toni del film sono diversi da quelli che ha dato loro la popolarità,  entrambi non rinnegano il passato. “Abbiamo raccontato l’Italia nel tempo, con pochi registi, Carlo Vanzina, Neri Parenti ed Enrico Oldoini, ma spero che con questo film possa iniziare un nuovo ciclo” sottolinea Boldi “magari fosse un cinepanettone, gli devo tutto” gli fa eco De Sica.

"In realtà il film era stato pensato come un’opera drammatica, sulla linea di Tootsie con Dustin Hoffman “la storia di un uomo che voleva cambiare, però i produttori mi hanno chiesto di fare una commedia perché poteva essere rischioso. Non doveva neanche esserci Boldi, poi con Fausto Brizzi abbiamo pensato ad un vecchio uomo d’affari, così ho chiamato Massimo, un grande improvvisatore e comico. Gli ho messo la parrucca, ed era meraviglioso. E’ come se fossimo rinati” racconta De Sica. 

Rispetto ai film del passato “dove c’erano molti più sketch, ci sono tante scene malinconiche e di tenerezza. Prima facevo lo sciupa femmine, qui sono un disperato, ma le scenette vecchio stile le abbiamo messe negli outtakes a film finito” dice ancora il regista romano, che a proposito della direzione della pellicola aggiunge. “L’inizio parte come una videocassetta con la musica dei Gazebo, è un omaggio agli anni Ottanta, ma meglio Milano di Roma per girare un film, perché ci sono troppi permessi da chiedere, è tutto molto faticoso. Infatti mio figlio Brando, mi ha aiutato nella regia, dopo due ore di trucco sarebbe stato impossibile dirigere ogni aspetto del film”.

Ma il ritorno di una delle coppie comiche più amate dal pubblico, non sarà necessariamente la fase due di un nuovo percorso artistico. A tal proposito dice De Sica "non abbiamo accordi per fare altri film, abbiamo altri progetti singoli, ma vediamo se il film va bene, si vedrà".

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 11 Dicembre 2018, 11:33
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