David di Donatello 2021: Ligabue pigliatutto con Elio Germano, Sophia Loren al settimo premio, sorpresa Zalone che batte Pausini

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di Michela Greco

La serata del cinema italiano inizia con la musica. Quella di Laura Pausini che, con gli occhi lucidi, in un suggestivo Teatro dell'Opera, intona Io sì (dal film La vita davanti a sé), successo mondiale premiato ai Golden Globe e candidato agli Oscar.

 

 

 

Ma poi, beffa, la cantante viene battuta a sorpresa da Checco Zalone, che vince il David per la Miglior Canzone con "Immigrato" di Tolo Tolo. E in collegamento da casa dove i suoi, dice, dormono, commenta: "Se lo sapevo, venivo". 

 

 

 

 

Dopo un'edizione virtuale d'emergenza, lo scorso anno a ridosso del lockdown, i David 66 tornano in presenza, con i candidati divisi tra Studi Fabrizio Frizzi e Teatro dell'Opera. Si afferma su tutti, con sette premi (tra cui Miglior Film e Miglior Regia) Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti sul pittore Ligabue, mentre Favolacce deve accontentarsi dl riconoscimento al miglior montaggio e Hammamet di quello al miglior trucco.

 

In un'edizione che ha scatenato qualche lacrimuccia, come quelle scese al momento del premio postumo a Mattia Torre per la sceneggiatura di Figli. "Complimenti a mio papà che è riuscito a vincere anche se non c'è più", ha detto la figlia Emma che, dopo una lunga lista di dediche tra cui quella "Alla mamma che non si arrende mai", ha concluso: "Grazie a medici e infermieri che si impegnano a non far volare via le persone. Bravo papà".

 

 

Emozione anche quando Sophia Loren, senza fiato, si è presa una standing ovation e ha ringraziato per la statuetta per La vita davanti a sé: "È difficile credere che la prima volta che ho ricevuto un David sia stata più di 60 anni fa, stasera sembra di nuovo la prima volta. Forse questo sarà il mio ultimo film, non lo so, ma ho ancora voglia di farne. Senza il cinema non posso vivere".

 

Pietro Castellitto ha centrato il David al suo primo film da regista, il graffiante I predatori, e ha commentato: "I premi fanno piacere, le sconfitte fanno creare, un abbraccio a mamma e un bacio a papà", mentre Elio Germano, che grazie al suo Ligabue aveva già trionfato alla Berlinale, ha dedicato il suo quarto David a "A tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo e a tutti gli artisti, soprattutto quelli dimenticati".

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 Maggio 2021, 16:02
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