Matt Damon sfida la Ferrari a Le Mans 66 «Un film sui motori e sull'amicizia»
di Alessandra De Tommasi

Matt Damon sfida la Ferrari a Le Mans 66 «Un film sui motori e sull'amicizia»

«Non sono uno che ama le macchine»: la sincerità di Matt Damon è disarmante, soprattutto considerando che al Festival di Toronto presenta una delle competizioni su quattro ruote più epiche della storia. In Le Mans '66 La grande sfida, diretto da James Mangold (Logan) e nelle sale italiane dal 14 novembre, interpreta Carroll Shelby, unico campione dell'alta velocità statunitense ad aver trionfato sul famoso circuito francese. Henry Ford II lo incarica di realizzare un'auto capace di sconfiggere l'allora imbattuto Enzo Ferrari (interpretato da Remo Girone) e per farlo ingaggia un ingegnere e pilota a dir poco strampalato, Ken Miles (Christian Bale).

«Anche se si parla di motori continua l'attore per me il film racconta soprattutto l'amicizia tra questi due uomini che permette loro di creare qualcosa di leggendario. Il rapporto tra Carroll e Ken mi ha emozionato più del rombo in pista, dimostra che un amico può essere diverso da te eppure renderti una persona migliore. E non sto parlando della gara, anche se va detto che stare al volante di un gioiellino di quel tipo è elettrizzante e ti fa andare su di giri in tutti i senti, ma io un lavoro come quello del pilota non lo avrei mai potuto fare, servono sprezzo del pericolo e nervi saldi».
Per la cronaca nel film viene anche preso a botte da Christian Bale e il tafferuglio è così confuso da sembrare vero. «Forse perché aggiunge ridendo a differenza dei film d'azione dove ogni mossa viene coreografata al minimo movimento, qui è tutto più istintivo e quasi arruffato, come quando ci si picchia tra fratelli. E a un certo punto dalla borsa della spesa tiro persino fuori una lattina per tirargliela. Insomma è tutto assolutamente ridicolo e sopra le righe e l'ho amato per questo».
Mercoledì 11 Settembre 2019, 05:01
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