Da Gomorra a L'immortale. Al cinema il personaggio di Ciro Di Marzio in una storia parallela alla serie

di Paolo Travisi
Nella serie di Gomorra, sono morte circa 1.500 persone. Ma l’immortale è solo uno: Ciro Di Marzio. Ormai nessun pericolo spoiler per il film L’immortale (perché il tema è già esplicito nel trailer) diretto ed interpretato da Marco D’Amore, che esce miracolosamente vivo dal colpo di pistola esploso, a distanza ravvicinata, dal suo compagno fraterno Genny Savastano, nella terza stagione di Gomorra.

Il film, in sala dal 5 dicembre, uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno, è allo stesso tempo un sequel, parallelo alla quarta stagione di Gomorra, in cui Ciro fugge da Napoli e sviluppa una sua organizzazione criminale a Riga ed un prequel, che racconta il personaggio di Ciro Di Marzio, il cui soprannome epico nasce nella notte del terremoto che il 23 novembre 1980, colpì Campania e Basilicata. Ad interpretare il piccolo Ciro, negli anni dell’infanzia è stato scelto l’undicenne Giuseppe Aiello dopo un lungo lavoro di casting. “Scegliendolo mi sono imbattuto nelle periferie di Napoli che spesso sono accusate di una grande bruttezza, ma che hanno una natura meravigliosa, quella dei bambini. Nel casting, ho chiesto a Giuseppe di guardare fuori dalla finestra e poi di girarsi per raccontarmi qualcosa. Dopo qualche minuto mi ha detto io sono buono, e la bontà è proprio il principio da cui volevo partire” ragiona il regista-attore nella conferenza stampa romana di presentazione. E proprio come in Gomorra, da sottolineare la bravura degli attori scelti per il film, volti  per lo più inediti nel cinema italiano, tra cui Salvatore D'Onofrio, Martina Attanasio,  Salvio Simeoli e Marianna Robustelli.



E Di Marzio non nasconde qualche dubbio nel riportare in vita il personaggio. “E’ una storia piena di conflitti, miserie e paure. Un giorno nel confronto con un grande criminale, lui mi disse, l’errore è pensare dall’esterno che noi non abbiamo paura, invece l’abbiamo ogni giorno. Questo è quello che succede ai personaggi, ed anche a noi che abbiamo avuto paura del giudizio del pubblico, ma quando c’è la narrazione per essere immortali bisogna superare anche la logica, è quello che abbiamo fatto”.


E se L’immortale riporta in vita il personaggio, è lecito chiedersi se Ciro tornerà in Gomorra 5. “Di solito i film vengono dopo la serie, qui invece s’inserisce nella serie, ci dialoga, quindi la cambia. L’esperimento è tenere in piedi i due linguaggi ma svilupparli in piena autonomia - considera Riccardo Tozzi, produttore di Gomorra - è ovvio che il racconto si riapra, stiamo lavorando alla sceneggiatura della quinta stagione, pensiamo d’iniziare la prossima primavera, ma probabilmente non saremo pronti per il 2020”.

La parte del film ambientata negli anni Ottanta, è anche lo spunto per raccontare, la Napoli post-terremoto. “C’erano 250 mila famiglie che campavano con il contrabbando, Ciro è uno degli orfani che finisce in questo giro, che come molti poi diventarono spacciatori, assassini, infine associati alla criminalità organizzata. A noi interessava raccontare la povertà. Di Ciro bambino sono coetaneo e molte di quelle cose le ho viste anch’io, sono impresse nella mia memoria” aggiunge ancora Di Marzio in conferenza che chiude dicendo: "è un personaggio che ho nel cuore, ho incontrato attori che hanno passato decenni dietro ad una maschera, per me è bello. Spero che il film rimanga due anni nelle sale".
 
Lunedì 2 Dicembre 2019, 22:01
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