Leo rilegge Otello, Veronesi diventa romantico. D’Amore e Servillo: «Noi, dal teatro a Caracas»

Giornate professionali di cinema di Sorrento, in corso fino al 1° dicembre

Leo rilegge Otello, Veronesi diventa romantico. D’Amore e Servillo: «Noi, dal teatro a Caracas»

di Alessandra De Tommasi

SORRENTO - Il menù della prossima stagione cinematografica – a partire dalle feste di Natale – è stato svelato nella prima parte delle Giornate professionali di cinema di Sorrento, in corso fino al 1° dicembre. Sul fronte made in Italy brillano i talenti nostrani del listino di Vision Distribution, già record d’incassi con “C’è ancora domani”, debutto alla regia di Paola Cortellesi, che le vale il Biglietto d’oro 2023. L’impresa più epica è firmata da Edoardo Leo, regista e interprete di “Non sono quello che sono”. L’artista ha deciso di tradurre un capolavoro come “Otello” di William Shakespeare in romano e napoletano: «Avrei dovuto esordire dietro la macchina da presa con questo progetto – spiega Leo – ma non avevo la maturità giusta». Il tema della gelosia che porta al femminicidio è attualizzato attraverso una lettura nuova di questa tragedia letteraria: «Il film è pop e moderno per attrarre i ragazzi, infatti dopo il Festival di Locarno molte scuole mi hanno già chiesto di proiettarlo». Giovanni Veronesi porta in scena “Romeo è Giulietta", «un film molto romantico, la terza collaborazione con Sergio Castellitto – precisa il regista – stavolta alle prese con un alter ego donna, Pilar Fogliati. Racconta tre storie d’amore impossibili, che racchiudono presente, passato e futuro».

Marco D’Amore (Gomorra), alla terza pellicola come regista, porta in scena “Caracas”, «un sogno che si insegue per la vita – parole sue - ma con uno sguardo delicato verso i fallimenti». È anche co-protagonista nei panni di un ex naziskin che si sta convertendo alla religione islamica.

Al suo fianco, Toni Servillo, che interpreta uno scrittore in cerca di se stesso: «Ho massima fiducia in Marco, che ho conosciuto in un luogo che il pubblico frequenta da secoli, il teatro».

Anche la comica Michela Giraud si reinventa come regista, nell’esordio ad aprile prossimo della commedia “Flaminia”, per la quale si ritaglia il ruolo principale, con un’avvertenza per gli spettatori: «Questo non è un racconto di Roma Nord, come potrebbe sembrare. Il mio personaggio non si ritrae da quell’ambiente fatto di botox ed evasione fiscale, ma è una meschina inconsapevole. Solo un incontro le farà cambiare prospettiva di vita. Figlia di un chirurgo estetico, si sente inadeguata nel circolo di conoscenze composto da notai e giudici. Il suo compito come pedina della madre è di promuovere un raccomandato e riesce a fallire».

Sempre sulla scia comica, tornano Pio e Amedeo in “Come può uno scoglio”, in sala il 28 dicembre. «La trama – spiegano i due – ruota attorno all’incontro di un figlio di papà con un avanzo di galera, un road movie da Treviso fino in Puglia». Infine, l'ultima pellicola di Maria Sole Tognazzi si chiama "10 minuti" e si ispira liberamente all'omonimo romanzo di Chiara Gamberale, con Margherita Buy nell'insolito ruolo da psichiatra. «Il film – dice la cineasta - parla della rinascita di una donna e di come l’universo femminile riesca sempre a farcela». Le avventure sono appena cominciate...

riproduzione riservata ®


Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Novembre 2023, 06:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA