Christian De Sica e “Sono solo fantasmi”: «Mio padre? Era un vero donnaiolo»

di Michela Greco
«Ho perso mio padre quando avevo 23 anni, è stata una fregatura. Chissà quante cose gli avrei potuto chiedere, quante paure mi avrebbe aiutato a togliermi». Lo dice con malinconia e dolcezza Christian De Sica mentre presenta Sono solo fantasmi, film di cui è regista e protagonista nel quale ha letteralmente “evocato” papà Vittorio. Al suo primo esperimento nella commedia horror, zeppa di effetti speciali e spettri volanti (realizzati grazie all’aiuto del figlio Brando), il mattatore di tanti cinepanettoni racconta infatti di tre fratellastri – lo stesso De Sica con Carlo Buccirosso e Gian Marco Tognazzi che non hanno in comune nient’altro che una vita di fallimenti economici e familiari. Dopo diversi anni di lontananza si ritrovano a Napoli per leggere il testamento di papà Vittorio – un uomo esuberante, un donnaiolo, un giocatore d’azzardo - e scoprire che hanno avuto in eredità solo debiti. Per rimediare decidono di improvvisarsi acchiappafantasmi. 

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«Dovendo raccontare un personaggio così – si è schermito De Sica – era naturale pensare a mio padre. Ogni tanto, quando eravamo ragazzi, spuntava una nuova sorella: un giorno risposi al telefono ed era una signora che chiamava dalla Spagna per dirmi che ero suo fratello. Al funerale di papà c’era una donna formosa che offriva una madonnina luminescente, quando si è girata ho notato che aveva la mia stessa faccia: mi ha detto che era la figlia della sarta...». Fonte inesauribile di aneddoti sul grande regista neorealista, Christian De Sica in Sono solo fantasmi - da giovedì al cinema - ne riporta lo spirito tra i vivi, dandogli voce e volto nelle sue apparizioni dall’aldilà. «Quando mia figlia Maria Rosa ha visto le scene in cui compaio nei panni di Vittorio si è commossa: lì ho capito che faceva molto effetto». Ambientato in una Napoli esoterica infestata di presenze – «abbiamo girato dove c’erano i fantasmi veri», giurano i protagonisti – il film combina umorismo scollacciato e scene da vero horror, segnando un piccolo cambio di rotta per l’attore: «Con il tempo si cambia, è naturale – dice De Sica – oggi non potrei più fare i personaggi che facevo nei film di Natale, quando avevo un’altra età e diversi chili in meno, mentre potrei fare cardinali e avvocati, ruoli che non a caso faceva mio padre da anziano.

La verità è che vorrei girare La porta del cielo, in cui racconto la storia d’amore tra mio padre e mia madre, ma ci provo da anni e non riesco a farmelo produrre. Pago lo scotto di aver fatto tanti film leggeri». Un altro progetto non realizzato è quello che l’attore-regista aveva in mente prima di mettersi a lavorare su Sono solo fantasmi: “Volevo fare il remake di Oscar insanguinato di Vincent Price insieme a Massimo Boldi: la storia di due attori in declino che per vendicarsi iniziano ad ammazzare tutti i critici. Sarebbe stato divertente, ma non abbiamo potuto farlo per un problema di diritti».
Martedì 12 Novembre 2019, 06:15
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