Igor Righetti, i segreti di zio Alberto Sordi: «Quanti flirt...I suoi migliori amici? I cani»
di Marco Castoro

Igor Righetti, la rassegna su zio Alberto Sordi: «Quanti flirt...I suoi migliori amici? I cani»

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Alberto Sordi fuori dal set è il titolo della rassegna fotografica promossa dall'Istituto paritario Santa Maria di Monterotondo (Roma), ideata e curata dal giornalista e conduttore radiotelevisivo Igor Righetti, nipote dell'attore romano (nella foto, i due) da parte di sua madre Maria Righetti. Il nonno di Igor era il fratello della mamma di Albertone. La mostra sarà inaugurata domenica e resterà aperta fino al 20. Ingresso libero.
Igor Righetti, ci racconti la parentela con un mito
«Agli inizi della sua carriera fu mio nonno, Primo Righetti, a regalargli lo smoking che Albertone indossò nei suoi primi spettacoli teatrali. Il papà di Alberto, Pietro, morì quando lui aveva appena 20 anni e mio nonno lo incoraggiò a proseguire nel suo sogno. Mio padre, invece, cugino di Alberto, diventato poi scultore, realizzava con lui le statuine di gesso del presepe per la parrocchia di Trastevere. La parrocchia che mio padre frequentava con Albertone. Poi divenne il suo capoclaque nei teatri».
C'è stato anche un miracolo?
«A 4 anni fu investito da un furgoncino ma rimase incolume. Nella splendida basilica di Santa Maria in Trastevere, Alberto fu messo su un altare davanti a una statua della Madonna in segno di ringraziamento per il miracolo».
Quali ricordi di zio Albertone?
«Nel 1982 venne a girare nella spiaggia di Cala di Forno, nel parco della Maremma, a pochi passi dallo studio di scultura di mio padre, buona parte del film In viaggio con papà».
E ancora?
«A casa di Patrizia de Blanck, con la quale ebbe una love story nei primi anni 70. Mio padre, scultore, era amico del fratello di Patrizia, Dario, pittore. Lei mescolava l'insalata con le mani, io e Giada eravamo delegati a togliere i semi ai pomodori perché Alberto li detestava».
Qualche aneddoto sulle manie di zio Albertone?
«Frequentava le aste e, se non avesse fatto l'attore, avrebbe fatto l'antiquario. Non rinunciava mai alla pennichella pomeridiana di almeno un'ora».
A tavola quali erano i suoi piatti preferiti?
«Mangiava di solito un piatto unico: spaghetti con le polpette al pomodoro».
Per quale motivo non si è mai sposato?
«Si definiva un infedele per costituzione. Una sola volta andò molto vicino al matrimonio con un'attrice austriaca bellissima: Uta Franz. Lei aveva 19 anni, Alberto 34. Si conobbero nel 1954 sul set del film Una parigina a Roma».
Però di flirt ne ha avuti
«Tanti. Poco conosciuto quello con l'attrice, regista e sceneggiatrice americana Shirley MacLaine, che incontrava a Londra».
Gli amici migliori?
«I suoi cani. Ne ebbe 18 cani: li teneva in casa. Alla loro morte li seppelliva nel giardino della villa romana. Su ogni sepoltura piantava delle rose».
Albertone adorava la radio, cosa le ha insegnato?
«È stato lui a farmi innamorare della radio. Mi diceva: Alza e abbassa di continuo la scala timbrica, sorridi se vuoi che la voce sia sorridente».

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Venerdì 7 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 08:52
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