"A casa tutti bene", il cast a Leggo. Muccino: "Il pubblico ha bisogno di essere nutrito di cultura e qualità"

di Emiliana Costa
ROMA - “Le notizie che mi colpiscono sono le storie degli eroi di ogni giorno. Basta sfogliare il giornale per trovare la trama di un film”. Parola di Gabriele Muccino, da oggi nelle sale con “A casa tutti bene”, la pellicola che immortala uno scorcio della famiglia italiana e che segna il ritorno “in patria” del regista romano, dopo gli “anni americani”. “Ho deciso di staccare con gli Usa – spiega l’artista, ieri ospite a Leggo in veste di direttore per un giorno, con alcuni volti del cast, Claudia Gerini, Elena Cucci e Gianmarco Tognazzi -. Questo film rappresenta la quintessenza della nostalgia, avevo voglia di casa”. E così, nel giorno di San Valentino, il regista di “Baciami ancora” regala al pubblico una commedia ricca di emozioni contrastanti. Nel cast, tra gli altri, anche Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Massimo Ghini e Stefania Sandrelli.

Sullo schermo, un’intera famiglia si ritrova su un’isola per festeggiare i 50 anni di matrimonio dei nonni. A causa di una mareggiata, però, fratelli, zii e cugini rimangono bloccati per tre giorni e i rapporti conflittuali sopiti vengono a galla. “Nel film sono la moglie di Ghini – racconta Claudia Gerini -. Mio marito soffre di Alzheimer e io vivo dilaniata da una contraddizione interna, da un lato l’amore nei suoi confronti, dall’altro la voglia che avrei di divertirmi”. Il personaggio di Elena Cucci invece ha una storia con Accorsi. “Non mi è andata male – scherza – ma nelle scene hot non eravamo da soli, Muccino era sempre accanto a noi”. A fare da catalizzatore della storia, il ruolo interpretato da Tognazzi. “Il mio Riccardino – spiega l’attore – porta con sé l’esuberanza dell’adolescenza. Per questo sarà inviso a molti, ma vivrà un riscatto grazie alla musica”.

Muccino, che ha fatto parte della giuria di qualità di Sanremo, commenta il successo di Claudio Baglioni: “E’ la testimonianza di come il pubblico abbia bisogno di essere nutrito di cultura e qualità. Il paese ascolta e reagisce, uscendo dal letargo”.

Infine, il regista, che ha vissuto per anni in America, conclude parlando del caso-Weinstein: “Le molestie sessuali sul lavoro sono una realtà ramificata nella società occidentale. L’uomo è cacciatore, poi c’è chi usa il buonsenso e chi è deviato. Io non ho mai organizzato provini a casa”.
Mercoledì 14 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:51
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