Nancy Brilli risponde su Leggo: «I nonni di una volta sarebbero webstar»

Nancy Brilli risponde su Leggo: «I nonni di una volta sarebbero webstar»

I romani fanno ridere. Gente dall'umorismo stracco di chi ha già visto tutto, ha già sentito tutto, e non si scompone di una virgola. Valerio mi racconta di suo nonno battutaro. Si ricorda di una volta in cui, sull'autobus, per sbaglio pestò un piede a un tizio tutto impettito. Quello, offesissimo da quell'atto gli fa «Ma come si permette? Lei non sa chi sono io!». E il nonno: «Ahò, basta che nun sei la neve, che a me me mette tristezza». Oppure di un'altra volta: nonno faceva piccoli trasporti con la sua apetta, girava con gli arnesi nel cassone e all'occorrenza aggiustava cose, sturava lavandini. Un pomeriggio stava su una salita di quelle al rione Monti, strette strette e a senso unico. Gli si ferma l'apetta. Prova che ti riprova, niente. Una signora col macchinone gli comincia a strombazzare col clacson, e a urlargli dal finestrino di levarsi di piedi, con quel catorcio. Nonno che fa? Scende tranquillo dalla motocarrozzetta, si accosta al macchinone e le fa: «Signo', e che je devo di'? A me, non me riparte. Famo così: ce provi lei, che intanto io jareggo er classon». Valerio, a nonno tuo, quando lo vai a trovare al Verano, portagli un fiore da parte mia, e digli che, a farci dei video, oggi sull'Internet sarebbe stato una star.

(brillisevuoi@leggo.it)
Martedì 12 Febbraio 2019, 05:01
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