Nancy Brilli scrive su Leggo: «La paura della sofferenza»

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di Nancy Brilli

Cara Nancy, nove anni fa mio fratello Andrea, un ragazzo bellissimo e buonissimo, è purtroppo morto all'improvviso in un incidente.
Puó immaginare lo straziante dolore di mia madre e quello di noi fratelli.
Da allora, intorno a noi si è fatta terra bruciata da parte di amici e conoscenti, anzi qualcuno ha anche colpito con ferocia. L'animo umano può arrivare a tanta crudeltà e insensibilità? Addirittura il gruppetto di mia madre per andare ai concerti all'Auditorium di Roma, da dedicare ad Andrea, hanno smesso di invitarla e l'hanno messa all'angolo.
Puó aiutarmi a capire?
Grazie.
Cara Paola, purtroppo non c'è un perché al baratro in cui alcuni vivono con disinvoltura, al non saper affrontare il dolore, all'imbecillità. Ovvero, ce ne sono molti, ma fanno tutti a capo all'idiozia e alla pochezza di spirito. La gente ha per la gran parte paura della sofferenza, e la esorcizza come può, sfuggendone o addirittura mettendola in ridicolo, per farne qualcosa di meno terrificante, di più accettabile. Mi dispiace molto per la sua perdita, che è esclusivamente quella di suo fratello. Gli altri, le altre, li lasci perdere. A un deficiente non puoi spiegare che lo è, non capirebbe. Mantenga i suoi bei ricordi. Le faccio tanti auguri di un mondo nuovo.
(brillisevuoi@leggo.it)


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Agosto 2022, 12:32
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