Nancy Brilli risponde su Leggo: «Caro Beppe, mal comune mezzo gaudio»
di Nancy Brilli

Nancy Brilli risponde su Leggo: «Caro Beppe, mal comune mezzo gaudio»

Beppe dice che per lui il tempo si sta sciogliendo in un futuro che nessuno riesce a prevedere. Si sente solo. È spaventato. Racconta che si è accorto di seguire se stesso come un cane da tartufi, apre e riapre i social e non per guardare gli altri, ma a rivedere i suoi post e le sue storie per la centesima volta. Non se lo sa spiegare. È capitato anche a me, sa? Tipo a cercare una rassicurazione, non di quanto si è fatto, ma di esserci.

Controllare che si è ancora qui, e che non siamo i couch potatoes sformati sui divani, sui letti, o attaccati ai cani che, mai così contenti, scendono dieci volte al giorno. Non siamo neppure quelli dell'alzarsi la mattina, resilientissimi noi, tanto pieni d'energia da spostare pure l'armadio per levare la laniccia, e sprofondare invece alla notiziaccia che ci smarmella sfatti di nuovo sulla branda.

La nostra essenza resta, e nessuna fase due (quella che per un momento è stata pure del non vedrai la persona che ti piace perché non è un congiunto, ma la prozia deceduta inaspettatamente all'età di centosette anni, si) può resettarla in un che di diverso. Capito Beppe? Non sei solo, sto come te. E vedrai che, a chiederlo, la conta si fa lunga. Quindi, come l'adagio recita: da mal comune, mezzi gaudiosi, siamo.
(brillisevuoi@leggo.it)
Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Aprile 2020, 08:36
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