Nancy Brilli su Leggo: «È fesso privarsi della dolcezza»

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di Nancy Brilli

C'è Cristina, che ha il marito con il quale, per figliare, ha avuto solo due rapporti in quindici anni, consumati al buio, con lei che doveva fingere di dormire e quindi non mostrarsi partecipe. C'è Betta, il cui consorte ha preso in multiprorietà - così proprio, ha detto - una escort, essendo la quale molto cara, con quattro amici si sono smezzati la spesa. C'è Gigi, che ha lo sposo in perenne crisi mistica, nel senso che vuole praticare in luoghi sacri, possibilmente anche con rappresentanti correligionari in supervisione. C'è Maura, la quale si mostra massiccia e volitiva, ma alla parola orgasmo arrossisce fino alla punta del ciuffo Corean style. La lista è molto lunga, ma nessuno si lamenta, semplicemente condivide, e ciò in me crea speranza. Un fatto mi colpisce: eterosessualmente parlando, raccontano molto più le donne degli uomini. Dev'essere realmente stressante coincidere con quel che ci si aspetta dalla virilità ufficialmente approvata, mostrarsi impermeabili, resistenti e tosti come la copertura di un camion da guerra, quando ci si sente di flanella leggera, quella tiepidina dei pigiami invernali. Lo sapete un fatto? La delicatezza e la dolcezza piacciono a tanta gente. Privarsene, oltreché disumano, è fesso. Pensateci. E credete a una cosa: è bello starvi a sentire.(brillisevuoi@leggo.it)


Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Gennaio 2022, 06:38
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