Nancy Brilli scrive su Leggo: «Cara Ada, goditi un gelato»

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Sono Ada, E dico grazie per tutto il bene che c'è. Non ci manca nulla di fondamentale, stiamo tutti in salute, i ragazzi di sicuro. Siamo al mare, è un bel posto, c'è anche una bella barchetta. Io però sono io. E non trovo un sorriso, non trovo l'allegria. Il bene e il male, lo dicesti tu, Nancy, una volta di tanto tempo fa, entrano dallo stesso stretto buco. Per non far entrare il male il bene si è fermato. Cosa fa la felicità, a parte i figli, naturalmente? Non il lavoro, c'è sempre un intoppo, un ladro, una pazza, un dolore, una fatica di troppo. Non il quotidiano, che si riduce a un vuoto spruzzato a tratti di schizzi di un qualcosa di più o meno gradevole. Anche pagare una bolletta è già qualcosa. Poi ci sono gli amici, ci si tira su gli uni con gli altri, ma non va molto bene. Io voglio ridere, voglio essere contenta, invece mi viene da piangere e da non essere. Non è questione di essere scontenta, è questione di non sapere come fare per essere contenta. Il buco è tappato, mannaggia mannaggia.

Cara Ada, mi sa che stai come tanti. Non sei lamentosa, vorresti un miglioramento, tu fai quel che puoi, ma mi pare che lo aspetti da fuori, giusto? Guarda che è più facile che venga da te. Goditi le cose che ti piacciono, anche piccoline, anche un gelato. Nel frattempo credimi, deve solo passare. Perché ti dico credimi? Perché lo so.


(brillisevuoi@leggo.it)


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Agosto 2022, 07:55
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