Nancy Brilli scrive su Leggo: «Nausea da leziosità. Quando il matrimonio stronca la "tenerezza"»

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Che sia patatino, cucciolotto o micetto, Chantal adoooora i nomignoli vezzosi, naturalmente trillati con voce infantile. Lei adoooora tutto quello che esiste di cipiccioso, leziosetto e coccoloso. Impazzisce per le decorazioni e i ricamini, in genere compositi: abbiamo il fiocco, e sopra al fiocco il fiore e sopra al fiore il brillantino. Sul pigiama, orsetti. Sui cuscini, gattini. Se ne lamenta Andrea, che in tre anni di fidanzamento trovava la cosa tanto carina, ma in quello successivo al matrimonio ne risulta invece nauseato.


Chantal appiccica, proprio. Non riesce a darsi ragione che il marito possa - cito testualmente - a fine giornata, aver voglia di lanciare le scarpe con cui è stato tanto in piedi nell'autosalone in cui lavora, e sganciare magari un piccolo peto, così, semplicemente per relax. Ecco. Mettiamo ti volessi pure venire incontro, Andrea, le trottolinoamorosaggini le trovo anch'io insopportabili, però per me lo sono da sempre, com'è che a te è scattata l'intolleranza solo dopo il matrimonio? Eppure è un dato che era stato rilevato in precedenza. Da quel che mi racconti, non lo so se pure lei potesse aspettarsi qualcosa di diverso. Rivedi un po' il comportamento, magari non è proprio adooorabile, controlla un po', fai mente locale.


(brillisevuoi@leggo.it)

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Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Giugno 2022, 14:50
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