Nancy Brilli su Leggo: «Il fine pena mai di noi insonni»

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A un certo punto quelli come Patrizia si stancano di tutto quel non dormire, la capoccia rimbomba peggio di un timpano d'orchestra, non se ne può più, basta e poi basta. A un detto punto la mente, stanca morta, bollita arrostita cotta, nel suo continuo rifrullo di pensieri inutili e spesso deleteri- perché porca miseria la notte fa così -sta là incagliata sperando, insieme a tutto il resto del corpo, che da un'ora all'altra non bruci più il rimuginio, si faccia quiete. Lo so, bella mia, siamo stracchi, noi col sonno incapace, testiamo tutti i modi, dalla conta delle pecore a ogni tipo di respirazione e training mai inventati, per bypassare questa specie di fine pena mai, ce ne stiamo zitti zitti ad aspettare, magari una bottarella di sottocoda ci stende fino al mattino. Ma niente. Svegli duri, con gli occhi calamarati conosciamo meglio l'alba del tramonto e a quel certo punto dell'inizio, ti arrendi a notti chimiche, goccette, stacchi la spina e se ne riparlerà. Poveracci quelli insonni, quelli come noi. Ci fosse almeno il mare.


(brillisevuoi@leggo.it)


Ultimo aggiornamento: Martedì 30 Marzo 2021, 07:03
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