Nancy Brilli su Leggo: «Fiducia nel futuro»

Nancy Brilli su Leggo: «Fiducia nel futuro»

Da ormai molto tempo l'aggettivo numerosa non viene abbinato al concetto di famiglia, a meno che non si riferisca a tutt'altre nazionalità. È notizia di ieri: si figlia pochissimo, uno virgola ventinove nuovi nati, e si ha buona ragione di credere che la questione non migliorerà a breve. Pochissimi, proprio. In effetti, sorge il pensiero che, forse, essendo stato questo urfido anno così costrittivo, qualcosa di alternativo al seguire serie televisive gli italiani possano averla fatta. Certo, nel pressoché totale intontimento che ti coglie nel riposino postprandiale, piuttosto informi negli sfigati non-completi da casa, pretendere effusioni pare poco realistico. Come pure la domenica, notoriamente preposta alla mite copula coniugale: bacetto, breve prestazione, sospiro di sollievo. No, così non va. Non va perché non fare figli significa non credere nel futuro, e fatti salvi coloro che non desiderano paternità/maternità, cosa del tutto lecita, per gli altri mi pare che ci sia una gran paura. Oh! Siamo vecchi! Serve nuova linfa. L'ansia da prestazione lasciamola al 2021, che fossi in lui ce l'avrei. In questi giorni sfigati di lockdown natalizio, il mio consiglio è: essù! E dunque auguri.

 

(brillisevuoi@leggo.it)


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Dicembre 2020, 14:41
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