Nancy Brilli risponde su Leggo: «Giorgia e l'erotismo autarchico in quarantena»

Nancy Brilli risponde su Leggo: «Giorgia e l'erotismo autarchico in quarantena»

Mi scrive Giorgia. Si era molto stufata della quarantena, ma non voleva uscire. Situazione: lei e il marito, sposati da undici anni, in casa soli da un mese. Uno dice, poraccia. E invece no. Giorgia inventa. Ha deciso di usarlo, questo consorte. Certo è che conoscendosi millimetricamente, ci voleva qualcosa di divertente. Non potendo andar fuori, ha improvvisato. Mi ha mandato un elenco di giochi che levati. Dunque: il pennello per il fard: utilizzarlo per accarezzare dolcemente i punti sensibili. Lo spazzolino elettrico: strofinare i piccoli nodi erotici che si preferiscono. Il doccino: stimolare con caldo/freddo e pressione le zone più sporgenti del corpo. La spazzola: usarla, se gradisce, per sculacciare il marito monello. La collana di perle della zia che non le è mai piaciuta: un goccino d'olio per massaggiare le zone sensibili. E via di questo passo. Ora, l'erotismo autarchico, essendo giocoforza tale datasi la chiusura delle frontiere, scarseggiando le materie prime è ovvio che predisponga una mente inventiva all'uso creativo dell'oggetto comune. Giorgia si dice ben soddisfatta, e il marito ben contento pure lui. È evidente che la creatività ha sempre conseguenze di carattere positivo. Ottima soluzione, Giorgia, su due binari: su quello della produzione e della lotta agli sprechi, riciclando al massimo, e sull'efficacia di alimentare nuovi ruoli ricreativi in cattività, applicazione per la quale ti consiglio di approntare ulteriori studi e variazioni. Aggiornaci, e complimenti per l'affiatamento. Ce ne fossero, di coppie così.

(brillisevuoi@leggo.it)
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Aprile 2020, 08:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA