Nancy Brilli scrive su Leggo: «La zona di comfort»

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Oggi è il sei dicembre. Mancano 25 giorni alla fine dell’anno. 19 a Natale. Carlo dice: mi rendo conto che una volta scappavo da casa per andare alle feste. Oggi scappo dalle feste per andare a casa. Adesso ho voglia di stare comodo, con il mio bell’appartamentino tutto illuminato, che le Festività natalizie mi piacciono un po’ Kitsch, farò l’albero e pure il presepe, ci crediamo così così, ma ai bambini piace tanto, i miei figli ci mettono Goku e Power ranger, una volta pure Cicciobello. Da ragazzo frequentavo party a tema, tutto bianco, o i pirati, o nero e oro, a ridere sgangherati, ubriachi duri fino alle tre del mattino; ora stiamo abbracciati nel lettone a guardare un cartone, mischiando i piedi. Era meglio prima, è meglio ora? Boh, belli tutti e due i periodi. Prima più scatenato, oggi più dolce. Sarà che il mondo mi pare inferocito, e ho bisogno di pace, di un momento gentile, sorridente e sereno. Per un momento la mia zona di comfort non la devo per forza superare per migliorarmi, mi ci posso crogiolare dentro, senza dover dimostrare niente a nessuno. Beh, Carlo, bene così. Da qualche parte ho letto che questo vorrebbe dire invecchiare. Io però, da parte mia, ti immagino contento e di buon umore, questa voglia di pace la capisco. E se si chiama zona di comfort, sarà perché ci si sta comodi, no? Con semplicità, mio caro, stammi bene. Tu e famiglia!


Ultimo aggiornamento: Martedì 6 Dicembre 2022, 10:41
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