Nancy Brilli su Leggo: «Il tavolo verde e i malanni»

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L’uomo potrebbe anche apparir gradevole. Nel suo essere perfettamente medio, si adatta a tutto, dove lo metti, sta. Però, c’è un però. Nonostante il suo rispettabile impiego, il rapporto massa grassa-massa magra più che dignitoso, l’uso non aberrante del congiuntivo, appena vede il verde del tavolo da gioco, sia esso per il poker, il burraco o la natalizia tombola, gli parte un turbinìo di voluttà che non diresti mai.

Marta lo sopporterebbe anche, se non fosse che ultimamente ha avuto l’idea di far venire a casa le Signore. Le tipe sarebbero le consorti\compagne dei gambler, le quali di argomenti hanno: la colf, i figli, e i mali. Soprattutto, i mali. Non solo i propri, pure quelli del vicino, della maestra di terza, dell’usciere della scuola calcio.

Marta non ce la fa. In effetti, fosse stato solo il vizio maschile poco drammatico, che più di un cinquanta euro comunque non li puntano, avresti potuto soprassedére, ma le Signore no, le Signore pallose non si reggono. ‘Sta cosa dei malanni, poi, ho notato che diventa proprio una gara sfrenata. Ma lascia perdere, amica. Mollali là. Se non se ne può fare a meno, prepara quel che devi, accogli, graziosamente saluta e ciccia. Fatti una serata per i cavoli tuoi, anche in camera col pigiamone e la serie del tuo cuor. Come? Dici che non sta bene? Ah, perché, lo sfrangimento di anima invece si? 


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Novembre 2022, 12:51
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