Le ragazze di Wall Street? Sotto Jennifer Lopez niente
di Boris Sollazzo

Le ragazze di Wall Street? Sotto Jennifer Lopez niente

Un giorno dovranno spiegarci perché riempiamo le sale, qui in Italia, per Le ragazze di Wall Street e non per Gli uomini d'oro di Vincenzo Alfieri. Certo, forse Jennifer Lopez come sogno erotico funziona più di Fabio De Luigi - ma non avete neanche idea di che seguito, anche in quel senso, abbia quest'attore che quando ci accorgeremo che è il nostro Peter Sellers sarà sempre troppo tardi - ma da una parte abbiamo un heist movie di bassa lega, tutto sensualità posticcia e moralismo d'accatto (la storia, vera, ben più interessante la raccontò sul New York Magazine Jessica Pressler), un Ocean's 8, che già era brutto, in tono minore; dall'altra un film potente e raffinato, pop e d'autore, con la sola colpa di essere italiano. Anch'esso tratto dalla realtà, ma senza sconti e buonismi.

Vedendolo in lingua originale, ti inganna Le ragazze di Wall Street, ti pesano meno le lungaggini di queste ragazze che saccheggiano l'immaginario di Scorsese e Stone, lo mischiano a Soderbergh (Magic Mike) per farne un mix, ma in versione discount, con tanto di pole dance e l'occasione per la Lopez di dimostrare che lei è la vera Benjamin Button, che col passare degli anni ringiovanisce. Le spogliarelliste che ingannano i broker rappresentano la classica guerra tra poveri ricchi, viene reso eroico un piano criminale contro chi è stato solo strumento dell'inganno altrui, condito da Mdma, Ketamina e corpi da favola. La regista Lorene Scafaria non decide mai se fare un film femminista, anticapitalista o semplicemente di genere. Infarcisce il film di spiegoni, inquadrature patinate e furbissime, scene inutilmente sentimentali, manicheismi bacchettoni e stereotipi. Ecco, forse è questo che ci piace. In fondo la nostra comunicazione politica sui social non è esattamente tutto questo?
Martedì 19 Novembre 2019, 05:01
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