It 2, la disfatta: un sequel da sbadigli
di Boris Sollazzo

It 2, la disfatta: un sequel da sbadigli

C'è una fetta della biografia del regista del secondo capitolo del nuovo It, che poi lo è pure del primo, che dice molto di lui. Argentino, Andrés Muschietti all'anagrafe, da quando è a Hollywood, come molti da quelle parti, è Andy. Non solo per gli amici, ma pure nei titoli di testa e coda. Ecco, l'allievo di Guillermo Del Toro, quel percorso, lo ha fatto anche cinematograficamente, americanizzandosi.

Non è necessariamente un difetto: se è vero che non di rado si rischia un conformismo mainstream formale e contenutistico, è anche vero che la narrativa e il filtro visivo della Mecca del Cinema è una delle benzine più potenti di quest'arte e lo è stata soprattutto negli anni a cui fa riferimento It, come libro e come miniserie tv, ovvero gli anni 50 e 80. Non a caso il primo reboot di It di due anni fa - successo clamoroso ed eccessivo di pubblico - attingeva alla nostalgia in un bizzarro corto circuito in cui l'It attuale copiava Stranger Things che ha copiato l'It di un tempo. Muschietti, presa la fiche del successo del film del 2017, se l'è giocata su un sequel complicatissimo. Tanto era buona l'idea dello slittamento temporale del primo capitolo - e del concentrarsi sui bambini - quanto, quella scelta, rendeva la seconda tappa irta di ostacoli, soprattutto perché la divisione di piani temporali del libro e della miniserie qui costringeva quest'opera a occuparsi dei protagonisti adulti, molto meno interessanti. Il giovane cineasta reagisce con una durata inutilmente monstre (169 minuti!), puntando sull'effetto Il grande freddo, tanti flashback e una piattissima divisione in capitoli. Finisci così per annoiarti, per concentrarti più sugli inside joke - diamine ma quelli sono Xavier Dolan e Stephen King, recitano nel film! - e su alcune storie più interessanti di quegli ex bambini. E ti chiedi perché dovresti preferire questi 300 minuti e rotti incompiuti e paraculi (135+169) rispetto ai 200 scarsi, più ruspanti e paurosi dell'edizione tv. Puoi farlo se sei un teenager che ama certe serie tv, se vuoi un po' di thriller drama invece di fartela sotto e se quel cult del passato, pur scalcagnatissimo, non l'ha mai visto.
Martedì 8 Ottobre 2019, 05:01
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