Hunter Killer, negli abissi affoga anche la suspense
di Boris Sollazzo

Hunter Killer, negli abissi affoga anche la suspense

Siamo sinceri, Caccia a Ottobre Rosso, capolavoro cult del thriller action politico ambientato ventimila leghe sotto i mari, era già fuori tempo massimo nel 1990 quando John McTiernan la guerra fredda la piazzò in un sottomarino con Connery e Baldwin. Ma Tom Clancy, fascistissimo Omero del patriottismo cafone, fracassone e complottista (in Potere esecutivo anticipò l'11 settembre!) a stelle e strisce, vendeva troppo e Hollywood era troppo imbevuta di propaganda per non subirne il fascino. Rifarlo male nel 2018 però è criminale. Hunter Killer - nome dei sottomarini di ultima generazione, atti a combattere con le tecnologie più avanzate - ripropone Gerard Butler, uno che ha fatto della fissità espressiva un arte, un comprimario come Gary Oldman che troppo spesso si presta a incarnare archetipi stanchi e ritriti, Michael Nyqvist (il protagonista più amato della saga letterario-cinematografica di Uomini che odiano le donne e sequel) che è sparito pure dai manifesti perché tanto è morto, nella vita reale. Pure qui non si sente tanto bene: ha un'aria così sbattuta che per giustificarla lo fanno quasi fuori con l'ipotermia prima di entrare in scena.
Sarebbe pure interessante il soggetto: un ministro della difesa russo che sembra uscito da un casting sbagliato del Dr. Stranamore di Kubrick vuole in una giornata fare un golpe e scatenare una guerra mondiale bombardando con un sottomarino nascosto nei ghiacci sia americani che russi, per poi destituire un presidente che sembra Max Tortora dopato. Il problema è che la sceneggiatura è tutta qua, si poteva giocare con la realtà (Trump e Putin sono più assurdi di ogni personaggio di finzione) e non lo si fa, che la retorica, la morale e il finale sono quelli di Rocky IV, ma in chiave ridicola e ancora più improbabile, che di Caccia a Ottobre Rosso questo film non ha il carisma dei protagonisti, i ritmi e le battute a effetto. Il risultato è così scoraggiante che a un certo punto tu, spettatore, tifi perché i cattivi affondino i buoni. E vengano a liberarti.
Ultimo aggiornamento: 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA