A Fantasy Island l’orrore è il film
di Boris Sollazzo

A Fantasy Island l’orrore è il film

«Attento a ciò che desideri, potrebbe avverarsi». Un motto antico e un filo lezioso di cui avvertiamo la profonda verità solo quando è troppo tardi. Quando il nostro amore non corrisposto trova finalmente un riscontro, e scopriamo che i nostri sogni idealizzavano l’oggetto dei nostri sentimenti, quando una macchina tanto agognata si dimostra più ordinaria di quanto pubblicità e concessionario ci abbiano assicurato, quando la promozione sul lavoro tanto sperata si dimostra un boomerang fatto di stress e angherie. A Fantasilandia - titolo della mitica serie tv in cui Mr. Roarke e il nano Tattoo mettevano su pantomime a uso e consumo di committenti che volevano vedere esaudire i propri desideri - alla fine di ogni puntata lo scoprivano in parecchi. Ed è quello che succede allo spettatore con la versione horror “Fantasy Island”, targata Blumhouse. 

Detta così, sembra il delitto perfetto: nostalgia vintage di un telefilm amatissimo, un remake horror che sembra perfetto da scrivere e girare (i sogni son desideri, sì, ma poi devi pagarne le conseguenze e io, dominus generoso e impietoso, non intervengo), l’ennesima bella idea della casa di produzione più scaltra di Hollywood. Questa volta, però, è un disastro. Tutto è fuori fuoco, a partire dalla scrittura che da una parte sbaglia target (si dovrebbe puntare agli uomini di mezza età che vedevano la serie ma si stravolge tutto per farne un soft horror per teenager di oggi che troveranno ridicole le citazioni e le ingenuità dell’originale, disseminate ovunque) e dall’altra si incarta nel tentativo di incastrare i sogni di tutti in una sorta di Matrix in cui non si sa chi desidera cosa e chi sogna chi e chi sia la fantasia di chi. Inutile complicazione che allontana lo spettatore, lo annoia per due ore, lo porta a odiare tutti gli attori - di cui ti auguri la morte, pure lenta e dolorosa - e infine lo accontenta fuori tempo massimo con un finale dedicato agli appassionati del telefilm. E l’unico desiderio che resta è che tutto finisca presto. Film compreso.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Febbraio 2020, 08:36
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