Effetto Domino, il film odiato anche dal suo regista: Brian De Palma
di Boris Sollazzo

Effetto Domino, il film odiato anche dal suo regista: Brian De Palma

Per una volta, nessun timore di offendere il regista del film che stroncheremo. Sì, perché Domino è stato disconosciuto pure da chi l’ha diretto, quel Brian De Palma sempre più incompreso da Hollywood che ha cercato in Danimarca la terra dei sogni, scoprendo che c’è del marcio, invece, a Copenaghen e dintorni, come sosteneva un autore teatrale piuttosto noto. “La sceneggiatura non è mia, il montaggio lo hanno fatto altri, non c’è nulla di Domino che sia mio” ha ammesso candidamente il regista di Redacted - piccolo capolavoro sottovalutato - e in passato di grandi classici come Scarface, Gli intoccabili e persino l’originale - si fa per dire, è tratto da una serie tv - Mission: Impossible.

Ossessionato dalla figura di Alfred Hitchcock, tanto da mutuarne stile e tecniche e inquadrature in alcuni casi in modo eccessivo, ha avuto sempre con il cinema Usa mainstream un rapporto difficilissimo, da bravo alfiere della New Hollywood. Da qui la fuga senile in Europa per un noir puerile e noioso in cui due poliziotti fanno i conti con il terrorismo internazionale, con una sola pistola e scarso talento investigativo. Nikolaj Coster-Waldau e Carice van Houten scontano la loro fama televisiva dovuta a Il trono di spade e la loro scarsa espressività, unita all’incapacità di cambiare (e persino capire) registro interpretativo, fa assomigliare l’opera a una lenta tortura e si fa fatica a capire come un montaggio diverso potesse migliorare loro così come tutto il resto.

Film sciatto, irritante, poverissimo produttivamente - “gran parte della troupe - ha rivelato il cineasta - deve ancora essere pagata dai produttori danesi, mai vissuto un set peggiore” -, sembra essere una parodia del De Palma pensiero - “siamo americani e leggiamo le vostre mail” l’improbabile morale dichiarata di Domino - e del suo stile, tra citazioni raffazzonate del già dimenticabile Femme Fatale e inquadrature copiate dalla sua cinematografia, in una autoreferenzialità che oltrepassa l’imbarazzo per arrivare, in alcuni casi, al grottesco. La brutta notizia, però, è un’altra. De Palma ha intenzione di riappropriarsi del director’s cut e di portare in sala la versione originale, di 148 minuti. Quella attuale è di 88. Ed era il suo unico pregio, la durata.
Giovedì 18 Luglio 2019, 07:35
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