X-Men Dark Phoenix, gli eroi trasformati in barzelletta
di Boris Sollazzo

X-Men Dark Phoenix, gli eroi trasformati in barzelletta

Ci sono film così brutti, in una saga, che ti portano a rivalutare (in peggio) anche quelli che li hanno preceduti. Il caso più lampante, forse, è quello di Matrix. Pochi ricordano che il secondo capitolo era discreto, ma poi l'obbrobrio che rappresentò il terzo trascinò nella melma anche quel lungometraggio. Ecco, X-Men: Dark Phoenix è proprio uno di quei casi: così brutto, così pieno di buchi di sceneggiatura, così claudicante nella narrazione e nel linguaggio cinematografico nonostante un cast all star, che quasi cancelli il pur dignitoso X-Men Apocalisse, che ora capiamo dovesse essere il giusto finale. Se a questo aggiungiamo che il capitolo finale di questa saga - inizialmente la più interessante e potente dei nuovi supereroi - arriva in Italia poche settimane dopo il clamoroso Avengers: Endgame, abbiamo il quadro dell'incredibile fallimento. Già, perché arrivare in sala dopo quell'epilogo maestoso per qualità e quantità, preparato da un intero universo di opere cinematografiche, e trovarsi di fronte a questo sciatto e frettoloso racconto che in più è infarcito di uno strano alone di #metoo (della serie: anche le superdonne nel loro piccolo si incazzano) è davvero ingeneroso per i nostri amati mutanti.
Si torna sul personaggio più affascinante e irrappresentabile al cinema, Jane Grey, Fenice e sulla sua (in)capacità di gestire poteri che vanno oltre la superumana comprensione e a questo aggiungiamo degli alieni - sì, sembra una barzelletta, ma è così - che pur avendo la leadership e il carisma di Jessica Chastain dalla loro, hanno il problema di avere delle motivazioni risibili persino per un cinepanettone, figuriamoci per l'atto conclusivo della nuova superepica cinematografica. A questo aggiungete che Jean fa più di danni di Carlo in Francia ma trova sempre qualcuno che le dà credito e spazio per uccidere amici e parenti e capirete che si fa fatica anche a non ridere della trama. Che rimane, comunque, la cosa migliore del film.
Giovedì 13 Giugno 2019, 05:01
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