Amici 20, Maria de Filippi legge le parole di Sangiovanni per incoraggiare i finalisti. Il testo
di Ida Di Grazia

Amici 20, Maria de Filippi legge le parole di Sangiovanni per incoraggiare i finalisti. Il testo

Amici 20, Maria de Filippi legge le parole di Sangiovanni per incoraggiare i finalisti. - Il testo. Prima della diretta i ragazzi hanno scritto delle lettere sulla propria esperienza all'interno del talent. Le parole usate da Sangiovanni, sono state scelte dalla De Filippi per commentare questa edizione dei record.

 

Leggi anche > Amici 20, Gaia porta la coppa della finale: «Bello rivedervi, mi sto cag*ando addosso!»

 

 

L'ultima puntata di Amici 20 si è aperta come sempre con la clip sul meglio di questa edizione, ma adifferenza degli anni precedenti, la De Filippi affida i suoi pensieri alla lettera scritta da Sangiovanni.

 

«Amici è un po' il TrenItalia perfetto - legge Maria De Filippi mentre scorrono le immagini - quello che arriva bello, puntuale, all'orario giusto e ti porta dritto dritto dove vuoi. Lo voglio pure pensare bello, nuovo, uno di quelli che ristrutturano quasi ogni anno, uno di quelli fatti per non rompersi mai, con bravi progettatori, i macchinisti, il conducente, i controllori, le hostess. Bravi tutti. Questo viaggio è arrivato ormai a destinazione. Siamo praticamente al capolinea. E quando scenderemo, lasceremo il treno vuoto, pronto a ripartire con nuovi passeggeri. Noi passeggeri di oggi, facciamoci un grande applauso come quelli che si fanno quando atterra l'aereo. Siamo tutti passeggeri diversi ed è una cosa di cui andare fieri».

Dopo la metafora sul treno dedicata a tutti Maria parla degli allievi, sempre attraverso le parole del cantautore di Vicenza: «C'è Deddy, quel passeggero che sale sul treno e sgomita un po' sulla porta all'entrata, fa un po' il duro, tira le occhiatacce quando passa, ma poi si siede a un posticino accanto al finestrino in fondo al treno per paura di essere visto, osservato e commentato. E quando scenderà dal treno si alzerà da quel posto da quattro che occupa solo lui. Quello che viene usato da chi magari ha le spalle grosse perché si è allenato tanto in palestra. C'è Giulia che prima di salire sul treno non sperava nemmeno di superare i controlli e che quando poi è salita, non sapeva bene come fare i gradini troppo alti. Non sapeva quale fosse il suo posto e aveva paura di sbagliarsi. Una di quelle che ti chiede: ‘Dov'è la testa del treno?', ma una volta che glielo dici non si sbaglia più. Lei finirà la sua corsa bella, salda sul posticino di cui era tanto insicura. Lei non vorrebbe mai scendere dal treno. C'è Aka, uno di quei passeggeri che parla con tutti a voce alta, che se sei già alterato ti rompe un po', ma che se sei preso bene diventa uno di quei passeggeri che non conosci ma ci parli per tutto il viaggio e non finisci mai. Uno di quelli che dopo tre stazioni vuole scendere. Aka però non è sceso e ora sta per portare a termine il suo viaggio. E poi c'è Alessandro, uno di quelli che di viaggi importanti ne ha fatti e spesso è arrivato a meta. Uno di quelli che ha preso il treno in corsa. Sta per scendere da questo treno ben sapendo che il suo volto, riflesso sul finestrino, è nuovo rispetto a quello che vedeva riflesso su altri treni. E poi c'è Sangiovanni, io, che non volevo menzionarmi ma mi avete chiesto di farlo. Io sono uno di quei passeggeri che prende il treno all'ultimo senza pensare troppo. Uno di quelli che sale e sta in disparte. Poi si unisce agli altri e poi di nuovo solo. Uno di quelli che usa il viaggio per riflettere o per fuggire o per cambiare aria. Questi siamo noi. Passeggeri diversi con partenze e destinazioni diverse, ma siamo tutti e cinque dei passeggeri che aprono il computer e continuano a lavorare tutti i giorni del viaggio. Dobbiamo essere fieri di noi. Buona finale e buon dopo finale».


Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Maggio 2021, 00:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA