Settore agroalimentare: cos’è e come funziona la logistica a temperatura controllata

Settore agroalimentare: cos’è e come funziona la logistica a temperatura controllata

La logistica a temperatura controllata rappresenta uno dei servizi più importanti nel settore dell’agroalimentare. Il suo compito principale è quello di far sì che, lungo tutta la catena del freddo, gli alimenti siano mantenuti a temperature predefinite, al fine di garantire che la qualità dei prodotti rimanga inalterata e che nelle fasi del trasporto non si verifichino sbalzi di temperatura che possano danneggiare le merci o favorire la proliferazione di organismi contaminanti. I centri di stoccaggio, che rappresentano il cuore pulsante della logistica, rappresentano l’anello di congiunzione dei diversi cicli che accompagnano i prodotti fin sulle nostre tavole.

I range di temperatura
Il processo di trasporto degli alimenti deve avvenire nel rispetto di determinate temperature, diverse a seconda della tipologia di prodotto e regolate dalla legge, nello specifico il DPR 327 del 1980. La normativa stabilisce la temperatura alla quale è necessario trasportare determinati alimenti, distinguendo cibi surgelati o congelati da prodotti che necessitano una conservazione a temperature più alte o che sono particolarmente sensibili agli sbalzi di temperature, anche per brevi lassi di tempo.
In Italia, una delle aziende leader nel trasporto e la logistica del settore agroalimentare è il Gruppo STEF. I servizi di logistica a temperatura controllata di STEF prevedono tre range di temperatura, in base ad altrettante tipologie di prodotti: surgelati, freschi e termosensibili.
Quando si prendono in carico merci surgelate per il trasporto e/o lo stoccaggio, per esempio, bisogna mantenerle in un range compreso tra i -15° e i -18° C, per rispettare la temperatura raggiunta da questi prodotti durante il processo di surgelazione. Un range di temperatura più elevato, invece, viene destinato agli alimenti freschi e termosensibili, con cui viene rallentato deperimento, che in condizioni di temperature naturali avverrebbe in pochi giorni o poche settimane.

I centri di stoccaggio
Sia per i produttori che per i grandi distributori è fondamentale che lo stato delle merci rimanga ottimale in tutte le fasi del trasporto, come risulta altresì importante la tutela della salute dei clienti e la piena soddisfazione degli stessi. È interesse comune, quindi, affidarsi ad operatori professionali e che siano dotati di strutture di trasporto e stoccaggio a temperatura controllata e con fasi ben definite al fine di eliminare ogni possibile shock termico alle merci. In quest’ottica, STEF è una delle realtà più affermate con una rete che comprende 9 filiali di logistica inserite in un network di oltre 30 filiali interconnesse tra loro a copertura di tutto il territorio nazionale e 1 milione di m3 a temperatura controllata con oltre 50 mila posti pallet.

Co-packing, cross- docking e flow management
Se in passato il trasporto e lo stoccaggio rappresentavano le uniche due fasi nel percorso delle merci fino agli scaffali, oggi il concetto di logistica a temperatura controllata è cambiato per fornire un servizio ancora più efficiente ai propri clienti. In primis, attraverso il servizio di copacking, realtà come STEF si fanno carico dell’imballaggio, il confezionamento e l’etichettatura dei prodotti secondo rigidi protocolli che garantiscono la conservazione ottimale del prodotto.
Con il cross-docking, invece, STEF elimina tutte le fasi intermedie di stoccaggio e smistamento, permettendo alle merci di transitare nei centri, velocizzando le fasi di consegna e limitando i rischi legati alle variazioni di temperatura per le merci. Infine, con il flow management si procede a studiare soluzioni IT ad hoc, in grado di gestire ordini, spedizioni e tracciamento delle merci attraverso un gruppo di ingegneri e project manager capaci di fornire servizi personalizzati per ogni tipologia di cliente e di merce.


 
Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Dicembre 2019, 11:53