Contrabbando e traffici illeciti: servono iniziative globali
di Piemme Spa

Contrabbando e traffici illeciti: servono iniziative globali

A CURA DI PIEMME S.p.a - INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Un problema su scala globale, soprattutto nell’era post-COVID, che necessita di iniziative ampie e incisive. Se ne è parlato all’evento virtuale MED con dati e soluzioni.

La pandemia in corso ha mutato comportamenti e abitudini, e come conseguenza sono cambiate le strategie e le modalità di esecuzione dei commerci globali, tanto di quelli leciti quanto di quelli illeciti. Le analisi condotte sul traffico illecito di diverse categorie di prodotti confermano come gli effetti della crisi sanitaria siano stati solo temporanei: le organizzazioni criminali hanno reagito rapidamente per ripensare le loro attività logistiche e di distribuzione sfruttando il grande potenziale del commercio elettronico e dei mercati online, ampliando le reti dei loro clienti e partner su scala globale.

Queste alcune delle riflessioni al centro dell’evento MED “Ripensare la cooperazione internazionale contro il traffico illecito post COVID-19”, organizzato in formato virtuale da ISPI in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e PMI IMPACT, un’iniziativa di Philip Morris International, che ha visto la partecipazione di membri delle istituzioni italiane, think-tank globali e rappresentanti di importanti Paesi del Mediterraneo. Tema centrale del dibattito è stata l’analisi delle modalità con cui la pandemia COVID-19 ha colpito e modificato le attività di commercio illecito e di contrabbando, da un lato imponendo limiti senza precedenti alle organizzazioni criminali, ma dall’altro fornendo nuove e inaspettate opportunità di espansione delle attività illecite, permettendo anche nuove infiltrazioni nell'economia legale in un momento emergenziale, a cui è necessario rispondere con uno sforzo globale.

Le ricadute dei commerci illegali hanno effetti significativi sia sulla concorrenza che sugli introiti fiscali. Secondo le stime diffuse durante il MED la quota di merci illegali raggiunge il 3,3% del mercato globale, il valore del flusso di prodotti illeciti in tutto il mondo generato dalle operazioni criminali transfrontaliere come il contrabbando di armi, tabacchi o prodotti farmaceutici oscilla tra 1,6 e 2,2 trilioni di dollari. La buona notizia è che in Italia, il lavoro svolto dalle autorità e delle forze dell’ordine ha fatto sì che il Belpaese rappresenti una buona pratica nella lotta al contrabbando, con una quota di prodotto illecito in flessione negli ultimi anni, pari al 3,9% (uno dei valori più bassi d’Europa, che tuttavia costa alle casse dello stato ancora quasi 500 milioni l’anno.)

“La crisi pandemica – ha sottolineato il Sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova - ci ricorda che il multilateralismo è l'unica via da seguire. Dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale tra forze dell'ordine e attori giudiziari. L'Italia attribuisce la massima importanza alla cooperazione internazionale nella lotta contro le sfide transnazionali, come dimostra il nostro impegno nei confronti della Convenzione di Palermo sul crimine organizzato transnazionale”.

Una collaborazione globale che deve coinvolgere anche organizzazioni sanitarie e aziende private, dal momento che – prevedibilmente – il commercio illecito di una sempre più vasta gamma di prodotti, tra cui anche sanitari e farmaceutici, saranno un settore particolarmente allettante per organizzazioni criminali e contrabbandieri. Secondo Luis Moreno Ocampo, dal 2003 al 2012 primo Procuratore capo della Corte penale internazionale e membro dell’Expert Council di PMI Impact, intervenuto all’evento: “La pandemia di COVID 19 è solo l’ultimo esempio di un problema globale che non dispone di strumenti globali per affrontarlo. Sindaci, governatori, presidenti e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità hanno avuto dibattiti sulle azioni da intraprendere mentre le organizzazioni private sviluppavano i vaccini. È ora di promuovere nuove interazioni tra il settore pubblico e il settore privato per affrontare problemi globali come quello rappresentato dalle organizzazioni criminali che gestiscono attività illecite”.

Una modalità per affrontare il problema in maniera efficace può arrivare dalla virtuosa collaborazione tra pubblico e privato avviata nel contrasto al contrabbando di tabacco e sigarette, che nel tempo ha dato risultati significativi. Per Diego Raiteri, Director Illicit Trade Prevention di Philip Morris International, “Sulla scia delle nuove modalità operative della criminalità organizzata, si conferma l’urgenza di un approccio cooperativo che coinvolga tutte le parti istituzionali interessate e abbracci il maggior numero possibile di settori. La collaborazione tra il settore pubblico e privato è essenziale nella lotta al commercio illegale e alle reti criminali che ne traggono vantaggio. Il successo registrato negli ultimi anni in Italia nel contrasto al commercio illecito dei prodotti del tabacco comprova l’efficacia di questo approccio”.

Tra gli strumenti a disposizione, anche il protocollo sull'eliminazione del commercio illegale dei prodotti derivati dal tabacco emesso dall’OMS nell’ambito della lotta al tabagismo, che si concentra sulla sicurezza nella filiera produttiva e sulla promozione della cooperazione internazionale nella lotta al commercio illecito di tabacco. Tra gli obiettivi prioritari c’è l’eliminazione dal mercato delle sigarette contraffatte, di qualità inferiore agli standard e quindi maggiormente dannose per la salute, vendute a basso costo e quindi maggiormente accessibili anche dalle fasce più giovani della popolazione.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 31 Marzo 2021, 18:18