Fibroma uterino, ne soffrono tre milioni di donne
​italiane: ecco le ultime novità per le terapie
di Antonio Caperna

Fibroma uterino, ne soffrono tre milioni di donne
italiane: ecco le ultime novità per le terapie

MILANO - Anemia, ansia, sanguinamento mestruale abbondante e dolore addominale, sofferenza durante i rapporti sessuali e depressione che affliggono principalmente donne giovani in età fertile e nel pieno dell'attività lavorativa.





È l'identikit del fibroma uterino, il più diffuso tumore benigno dell'apparato riproduttivo femminile, che interessa 1 donna su 4 in età fertile, 24 milioni di donne in Europa, più di 3 milioni in Italia, con un'incidenza fino al 30-40% nella fascia d'età 40-49 anni. Una quotidianità condizionata che ora trova una soluzione grazie alla disponibilità anche in Italia di Ulipristal acetato 5mg di Gedeon Richter, il primo trattamento orale per la terapia prechirurgica dei fibromi uterini, approvato in Europa nel 2012 è già ampiamente utilizzato nella maggior parte dei Paesi europei.



In una survey condotta su una popolazione di 21.479 donne in 8 Paesi, tra cui l'Italia, nel 54% dei casi i sintomi causano un peggioramento significativo della qualità di vita che interessa in particolare la vita sessuale (43%), la performance lavorativa (28%) e le relazioni interpersonali (27%), oltre a provocare sensazioni di disorientamento, paura di dover rinunciare alla maternità e ansia per l'eventuale decisione di togliere l'utero. Il farmaco appartiene alla categoria dei Modulatori Selettivi del Recettore del Progesterone (SPRMs), in grado di controllare il sanguinamento molto rapidamente, già entro una settimana dalla somministrazione, in oltre il 90% delle donne, e di ridurre il volume dei fibromi e dell'utero, con un grande profilo di tollerabilità.

«Questa terapia è inoltre maneggevole, essendo orale, e ha il notevole vantaggio di poter essere ripetuta nel tempo. Ciò consente di allungare il periodo in cui la donna è libera da sintomi e di diminuire le dimensioni del fibroma», afferma Antonio Maiorana, dirigente medico dell'Ospedale Civico di Palermo.



I fibromi uterini sono tumori benigni che si sviluppano nella muscolatura liscia dell'utero, associati a fattori genetici e a un'alterazione dell'equilibrio ormonale. «Presentano nel 50% dei casi sintomi di forte impatto, che variano in base al numero, alla localizzazione e alle dimensioni dei fibromi, in media sotto i 5cm, ma che possono superare anche i 15-20 cm, dando la sensazione di un addome rigonfio come se la donna fosse incinta. I fibromi possono essere anche associati a rischi in gravidanza e compromissione della fertilità», conclude Nicoletta Biglia, professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Torino.



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Mercoledì 17 Dicembre 2014, 03:36
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