Università, in 10 mila per i test di ammissione.
Domani Medicina, posti in calo e proteste

Università, in 10 mila per i test di ammissione. Domani Medicina, posti in calo e proteste

di Lorena Loiacono
Sessanta domande in 100 minuti. Un minuto e 40 secondi a domanda ad alta tensione, quindi, che segneranno il futuro di diecimila ragazzi.

A tanto ammonta l’esercito dei candidati al test di ingresso per medicina, la prima delle facoltà a numero programmato che partirà la selezione nazionale per il numero chiuso con le prove di domani. Tra una bufera di proteste. Il giorno seguente sarà la volta di veterinaria e l’8 di architettura e ingegneria edile. Il 13 settembre tocca alle professioni sanitarie e il 14 al test di medicina in inglese. Per scienze della formazione primaria sarà necessario aspettare fino al 6 ottobre. Ma domani c’è la prova di tutte le prove. Quella per cui i posti in palio andranno ad accontentare appena un candidato su 7. E quest’anno la selezione si fa più dura: ci sono circa 2mila iscritti in più per oltre 300 posti in meno. I candidati ammontano infatti a 62.695: ben 2.056 in più dell’anno scorso a fronte però dei 9224 posti totale, 306 in meno rispetto al test del 2016.

Per odontoiatria il discorso è completamente diverso: ci sono 908 candidati e 850 posti disponibili. La prova, domani, parte per tutti alle 11 e conterrà 2 quesiti di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 di fisica e matematica. Per gli studenti, che hanno trascorso comunque le vacanze a studiare, sotto l’ombrellone, si tratta di una lotteria. Per ogni risposta esatta avranno 1,5 punti, 0 punti per una mancata risposta e -0,4 punti per una risposta sbagliata. Una volta consegnato il test, i candidati dovranno attendere fino al 4 ottobre per conoscere la graduatoria nazionale.

Ma nel frattempo non mancheranno proteste e sit-in: l’Unione degli universitari sta già organizzando flash mob e manifestazioni in difesa del diritto allo studio e, come ogni anno, la raccolta di segnalazioni per poi presentare i ricorsi in tribunale. Migliaia negli anni gli studenti che, di fatto, hanno ottenuto un banco da aspirante medico grazie alla sentenza del tribunale dopo la bocciatura al test (9mila studenti nel 2014-15 da Bari a Tor Vergata di Roma, da Napoli a Palermo). Stesso boom di ricorsi e vittorie al Tar del Lazio, lo scorso anno. Un sistema che, inevitabilmente, dovrà essere rivisto come già annunciato dal ministro Giannini. Per ora tutto tace, si tenta la fortuna.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 Settembre 2016, 08:48
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