Vaccino obbligatorio a scuola, Luigi Berlinguer: «Immunizzare anche tutti gli alunni per tornare in classe in sicurezza»

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di Lorena Loiacono

Professore Luigi Berlinguer, ex ministro dell'istruzione, già docente e rettore dell'Università di Siena e segretario generale della Conferenza permanente dei rettori italiani, da esperto di istruzione potrebbe indicare la strada giusta per la ripartenza della scuola a settembre?

«La posizione da affermare, con tutta l'energia e la convinzione possibili, è una soltanto: vaccinare e vaccinarsi. Che cosa si ottiene con il vaccino? Si torna a quello che abbiamo perso: la scuola vissuta in tutti i suoi aspetti Senza vaccino non è possibile tornare tutti in presenza, resterebbe la didattica a distanza con tutti i suoi problemi».

Quali?

«Il Covid ha indubbiamente danneggiato la scuola, perché è riuscito ad introdurre nuove difficoltà ed ha messo a rischio la parte migliore e più forte dell'istituzione scuola: la socializzazione e la presenza fisica in classe».

E l'apprendimento?

«Viene con la socializzazione. Credo che garantendo la presenza tuteliamo un valore straordinario che ha la scuola: quello di svolgersi in classe, tutti insieme. E, a beneficiarne, è proprio l'apprendimento che, nella classe, trova le sue fondamenta. Quindi il percorso è questo, si parte dalla frequenza»

In che senso?

«Le attività scolastiche si svolgono in un'aula perché è lì, nel gruppo classe, che aumenta l'efficacia dell'insegnamento. La presenza lo rende più forte e la frequenza in classe rende i ragazzi più preparati. Eliminandola affrontiamo, invece, un rischio molto elevato: ricordiamoci che si può imparare anche in Dad ma non sarà mai la stessa cosa perché la forza educativa dell'istituzione pubblica in Italia è affidata alle classi, alle scuole».

È anche un problema di spazi, le classi sono piccole e sovraffollate.

«Dobbiamo valorizzare la presenza delle classi e la qualità dello studio in aula, senza dubbio. Ma la scuola è e resta una grande istituzione, la più grande che abbiamo in Italia: neanche l'esercito è così consistente e così presente nel nostro Paese. Per questo dico che dobbiamo rimetterla in moto da settembre, per tutti i ragazzi e nell'interesse di tutti».

Quindi la strada giusta è il vaccino per docenti e studenti?

«Certo, dobbiamo evitare tutti i rischi possibili sia per la salute in senso generale, sia per la scuola. E il provvedimento da adottare è il vaccino: serve un grande senso di responsabilità contro una brutta malattia che, non c'è neanche bisogno di ricordarlo, ha provocato tanti morti. Cerchiamo di difendere la pellaccia, quindi, e difendiamo la salute di tutto il popolo italiano: questo è l'obiettivo».

Non sono tutti d'accordo, come si interviene?

«Serve una campagna di convinzione per portare la stragrande maggioranza del nostro Paese e della scuola a vaccinarsi. Dobbiamo ottenere un risultato pratico dalle vaccinazioni: la scuola aperta e in presenza. I ragazzi devono vaccinarsi, per la loro salute e per la loro scuola».

I minori hanno bisogno dell'assenso dei genitori, se non c'è?

«Devono essere coinvolte anche le famiglie che in questo modo, per senso di responsabilità verso la comunità, faranno vaccinare i più giovani».

C'è chi dice che l'obbligo di vaccino lede la libertà delle persone. E' così?

«Io non vorrei mai essere libero di morire di Covid. Vorrei invece essere libero di andare a scuola in sicurezza e di vivere la socializzazione di cui ho bisogno per crescere e per vivere».

Il rischio di nuove chiusure e, quindi, della dad la spaventa?

«Sì, sotto diversi aspetti ma soprattutto per la scuola: il discente cresce con l'esperienza fatta in classe, al fianco dei suoi compagni di scuola. Intendiamoci, dalla cultura della socializzazione nasce la vera democrazia».

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio 2021, 06:31
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