Test d'ingresso universitari, l'esperta: «Ecco come organizzare lo studio e gestire il tempo per superarli»

Test d'ingresso universitari, l'esperta: «Ecco come organizzare lo studio e gestire il tempo per superarli»

I test di ingresso per tutte le università d’Italia si avvicinano: a settembre tanti neodiplomati (e non solo) tenteranno l’accesso al corso di laurea preferito. L’ultimo ostacolo? Il numero chiuso e l’agguerrita concorrenza. Tanto che, sotto l’ombrellone, quest’estate gli aspiranti universitari hanno portato i libri di preparazione alle prove. Ma perché lo studio sia efficace è necessario organizzarlo e saper gestire il tempo che è rimasto da qui alla data fatidica. Per aiutare gli studenti in questo compito, Skuola.net ha chiesto consiglio a Elisabetta Galli, Dottore di Ricerca in Giurisprudenza, consulente aziendale e formatore strategico che ha recentemente realizzato il volume “Prepararsi ai test universitari: il metodo rivoluzionario per affrontarli e superarli” insieme a Matteo Salvo, International Master of Memory e detentore del titolo di Guinnes World Record. Ecco le risposte dell’esperta.

Qual è il prima cosa che dovrebbe fare chi decide di partecipare alle prove di ammissione?

«Avere una strategia adeguata. Tante volte ci si butta nei test a capofitto, senza uno studio precedente. Lo studio deve esserci e deve essere supportato dalle tecniche di memoria, che lo velocizzano. Conviene cominciare a prepararsi con largo anticipo, almeno all’ultimo anno di liceo (se non anche due anni prima). Così facendo, la prima fase dello studio si consoliderà molto bene. Buttarsi a capofitto nei test rischia di demotivare lo studente, che si trova a sbagliare tanto dato che non ha la preparazione necessaria. E tenete sempre ben presente che ci sono delle penalità per le risposte sbagliate, si perdono punti».
 
Come programmare lo studio efficacemente da qui alla data?

«A questo punto conviene schematizzare lo studio con l’aiuto delle mappe mentali e concentrarsi sulle materie dove si è più deboli, individuando gli argomenti che ricorrono maggiormente statisticamente. Le giornate di studio vanno strutturate: 45 minuti di studio intenso, 15 minuti di pausa e i successivi 5 minuti di ripasso. Attenzione ai test! In alcuni, per esempio quello della Cattolica, sono richiesti anche elementi di religione. È bene quindi capire quali sono esattamente le tematiche che si affronteranno nello specifico test che abbiamo deciso di sostenere».

Ci sono dei trucchi per gestire il tempo di studio senza rinunciare al riposo o al tempo libero?

«Sicuramente si. Ci sono varie tecniche di memoria: le mappe mentali, per sintetizzare argomenti molto ampi come un volume per chi deve preparare Giurisprudenza o Medicina. Ci sono anche singole tecniche per imparare aspetti specifici, come la conversione numerica per i numeri. Spesso nella sezione cultura generale dei test sono richieste date storiche, o in Architettura è richiesto di sapere a quale corrente appartiene un artista. C’è una tecnica, il PAV (Paradosso Azione Vivido) che permette di abbinare un determinato quadro al nome dell’artista. Queste sono tutte tecniche che facilitano tanto lo studio e utilizzate nella realizzazione del test stesso. Spesso le cinque opzioni sono molto simili tra loro, ma se si ha una tecnica di memoria efficace non si cade in errore. Una tecnica molto utile nei test di Medicina è quella della fotografia mentale, perfetta per imparare l’anatomia».

Cosa può fare chi si è ridotto all'ultimo momento e ha tanto da studiare?

«Cercare di concentrarsi sulle materie in cui è più debole utilizzando tecniche della memoria adeguate per imparare più in fretta. Conviene dare un’occhiata agli argomenti che ricorrono più spesso statisticamente e dedicarsi ai test e assicurarsi di essere preparati negli ambiti più importanti».

Quali strumenti possono aiutare i ragazzi a pianificare questo ultimo periodo di preparazione?

«Nel rush finale è bene rileggere attentamente bando e materie. Per pianificare questo ultimo periodo di studi è bene sapere esattamente quali sono le materie  contenute nel test che andranno ad affrontare. Affidarsi ai libri in commercio va bene, ma bisogna tenere presente che anche solo tra i test di università private e i test di università pubbliche ci sono delle grandi differenze. È importante evitare di studiare argomenti inutili o, peggio, tralasciare parti importanti. Oltre a sapere esattamente quello a cui si va incontro è importantissimo prepararsi a gestire ansia e emotività nel rush finale. Molte volte si sbaglia perché si arriva il giorno del test con molte ansie, spesso dovute a una preparazione inadeguata o al non aver gestito bene le questioni pratiche (per esempio se ci si deve spostare e organizzare un viaggio per andare a fare il test).
Un altro strumento utile sono le simulazioni realistiche. Simulate poi le condizioni del test coi tanti libri in commercio. Tenete sempre d’occhio il tempo, se no il giorno della prova vi sembrerà pochissimo. Se siete persone ansiose lavorate sulla respirazione: lo scopo è rimanere concentrati per tutta la durata del test. Imparate anche a gestire l’attesa, perché potrebbe essere tanta prima di trovarvi davanti il test.
Ultimo suggerimento: copiate subito la risposta esatta sul foglio da consegnare. Tante volte purtroppo i ragazzi pensano di copiare alla fine ma poi il tempo scade e si trovano a consegnare un test quasi vuoto o con molte meno risposte semplicemente perché non sono riusciti a ricopiare».

Come trovare il metodo di studio più adatto per le proprie esigenze?

«Lo strumento che può servire in questo senso è l’agenda. Bisogna fingere di essere un manager che tra un mese deve firmare il contratto più importante della sua vita. Segnate in agenda giorno per giorno ciò che dovete ripassare e gli esercizi che dovete fare. Serve essere sistematici, individuando gli obiettivi in modo da raggiungere. Misurare le proprie capacità è fondamentale: capite quante pagine potete studiare al giorno e poi fatevi un programma specifico e dettagliato, coprendo il più possibile gli argomenti previsti dal test.
Sono utilissimi poi i ripassi programmati: dopo un’ora, dopo un giorno, dopo una settimana e dopo un mese. Servono per consolidare i concetti».

Ha un consiglio finale per organizzare lo studio e gestire meglio il tempo per i test di settembre?

«Organizzare il proprio tempo prevedendo anche lo svago, date le fatiche della maturità. Non è importante quanto si studia ma come. Imparate le strategie giuste e vedrete che tutto quello che studiate rimarrà nella vostra mente. Un ultimo consiglio generale: lo studio per i test è molto diverso dallo studio universitario. È uno studio di precisione, che non ha lo scopo di esporre oralmente o per iscritto dimostrando capacità critica e di ragionamento. L’importante, in questo caso, è studiare in maniera precisa e avere chiarezza mentale».
Mercoledì 25 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:24
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