«Sì ai negozi chiusi la domenica e no ai compiti a casa nel weekend: sono un rischio per gli studenti»

«Sì ai negozi chiusi la domenica e no ai compiti a casa nel weekend: sono un rischio per gli studenti»

Negozi chiusi la domenica e niente compiti a casa per il lunedì: è l'idea di un esperto, il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera Università degli Studi di Scienze umane e tecnologico di Malta, che parlando con l'Adnkronos Salute si è detto «perfettamente d'accordo» con la proposta del Governo, verso la quale in passato si era espressa favorevolmente anche la Cei. 

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«Sì ai negozi chiusi la domenica, ma anche niente compiti a casa per il fine settimana. La famiglia, che ha la priorità di stare insieme, libera anche dall'obbligo scolastico avrà più tempo per vivere intensamente i rapporti familiari, con un vantaggio anche educativo e formativo
», afferma Farnetani. «Le famiglie che hanno un genitore che lavora nel commercio sono costrette a passare la domenica nei centri commerciali - osserva il pediatra - In questo modo si va ad intaccare quel rapporto privilegiato che è importantissimo dal punto di vista relazionale».

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«Per i bambini è fondamentale vedere e stare in compagnia dei nonni e degli zii. Inoltre - sottolinea - fino a 6 anni i bambini hanno la tendenza a giocare coi propri genitori più che con i loro coetanei, perciò i momenti di aggregazione vanno promossi. Consideriamo poi che i rapporti personali nella famiglia sono molto alti, basta pensare che il 26% delle famiglie consuma un pasto domenicale insieme ai parenti. Oltretutto - puntualizza - passando la domenica al centro commerciale si favorisce anche l'obesità, in quanto si cammina poco e si consumano snack ed altri prodotti ad alto contenuto calorico e ricchi di acidi grassi».

Come si devono tener chiusi gli esercizi commerciali, «per gli stessi identici motivi non si devono svolgere i compiti per il lunedì, altrimenti le famiglie, anziché andare a fare shopping, dovranno restare in casa per lo svolgimento dei compiti, ottenendo un danno maggiore», aggiunge Farnetani. «Gli studenti - sottolinea il pediatra - devono vivere il fine settimana con i genitori, non farsi aiutare da loro per fare i compiti. Il rischio dei compiti è superiore a quelle dei negozi aperti
».

«I ritmi cronopsicobiologici - spiega - indicano che il massimo apprendimento si ha dal lunedì al venerdì: nel fine settimana si entra in uno spirito di vacanza, festa e gioia, rilassatezza che non facilita l'apprendimento. C'è poca concentrazione, gli studenti apprendono meno e controvoglia. Del resto - conclude - già una Circolare Ministeriale del 1969 vietava l'assegnazione dei compiti per il lunedì e la programmazione di compiti in classe per lo stesso giorno. Il Governo dovrebbe farla rispettare». 
Lunedì 10 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:50
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