Riapertura scuola a settembre: tra banchi singoli e mascherine. I sindacati: stop alle classi pollaio
di Lorena Loiacono

Riapertura scuola a settembre: tra banchi singoli e mascherine. I sindacati: stop alle classi pollaio

Gli studenti devono tornare in classe ma lo devono fare in sicurezza: sono ore cruciali queste per le linee guida del Governo sulla riapertura della scuola a settembre. Giovedì infatti la ministra all'istruzione Lucia Azzolina chiuderà i lavori sulle nuove regole per il prossimo anno scolastico e così i presidi sapranno come allestire le aule per accogliere 8 milioni di studenti e quasi un milione tra docenti e l'intero personale scolastico. 

Va da sé che, rimettendo in moto 9 milioni di persone e relative famiglie, è vietato sbagliare.

La linea in parte è già tracciata: le scuole che avvieranno recuperi delle lezioni andate perdute durante il lockdown potranno riaprire dal 1 settembre. Le lezioni vere e proprie potrebbero invece partire il 14 settembre. Almeno questa è la volontà del ministero dell'istruzione che dovrà però fare i conti con la tornata elettorale che, tra voti comunali, regionali e referendum, potrebbe arrivare il 20 settembre. Le scuole seggio si vedrebbero così interrompere l'avvio dell'anno scolastico, restando impegnate inoltre più volte nelle operazioni di sanificazioni.

Il problema però non è solo la data di avvio ma, soprattutto, le procedure da seguire per garantire la sicurezza anti-contagio ai ragazzi ma anche ai docenti e al personale tutto che, è bene ricordare, ha una media di 52 anni di età e ricade nei rischi da coronavirus.

La strada da seguire è quella adottata in questi giorni per gli esami di maturità in presenza: distanziamento in aula e mascherina negli spazi comuni. Gli studenti dovranno infatti indossare la mascherina durante ogni spostamento all'interno della scuola e anche in classe. Poi a settembre, in base ai contagi, si valuterà la possibilità di toglierla una volta seduti al banco. I banchi infatti, singoli e distanziati di un metro, garantiranno il distanziamento necessario. Anche i docenti in cattedra potranno togliere la mascherina, sempre che si mantengano alla giusta distanza dagli alunni.

Per gli spazi comuni resta l'obbligo della mascherina, i guanti non saranno necessari ma sarà obbligatorio l'uso di igienizzanti che saranno forniti dalla scuola e messi a disposizione di tutti coloro che entreranno nell'istituto. Inevitabilmente gli accessi saranno vietati agli estenri e scaglionati tra gli studenti: le classi potrebbero dover entrare in orari diversi, per evitare assembramenti fuori dalla scuola o sulle scale. Per lo stesso motivo sarà necessario creare percorsi precisi per muoversi negli istituti: l'entrata e l'uscita, dove possibile, dovranno essere separate per creare una sorta di senso unico nei corridoi.

Le classi “pollaio”, quelle con 25-30 alunni, ovviamente non potranno rispettare le regole di distanziamento: sarà necessario creare gruppi più piccoli di studenti e, quindi, trovare nuove aule sfruttando anche il cortile nelle stagioni che lo permettono ma anche la palestra e l'aula magna.

Il problema sarà avere a disposizione il personale necessario per dividere le classi.

“Serve – spiega Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, avanzando le richieste del sindacato- la rimodulazione delle classi con un numero massimo non superiore a 15 alunni, mentre oggi si autorizzano ancora classi “pollaio” da 30 e più iscritti. E anche quando sarà superata l’emergenza Covid-19, le classi non potranno più contenere, come previsto da un lodevole disegno di legge del M5S, più di 22 alunni e 20 in presenza di alunni disabili certificati. Nelle zone colpite dal Covid-19 la rimodulazione delle classi dovrà essere limitata con numeri ancora più bassi. Chi pensa che a settembre si potrà tornare attuando gli attuali parametri di formazione delle classi si sbaglia di grosso. Semplicemente perché classi pollaio e aule con pochi metri quadrati non garantiscono alcuna sicurezza in condizioni normali, figuriamoci in tempo di prevenzione da possibili ritorni del coronavirus”.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Giugno 2020, 07:37
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