Scuola, scontro sulla riapertura: in Veneto e Friuli restano chiuse, Toscana in classe dal 7 gennaio

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Scuola, il rebus ripartenza: ogni regioni fa da sè ed è un  grande caos organizzativo. Tutte le date di riapertura, dato per scontato che le elementari riapriranno regolarmente dopo le classiche vacanze natalizie

 

 

A quanto apprende l'Adnkronos, si discute animatamente in Consiglio dei ministri sulla riapertura delle scuole. Il capo delegazione del Pd Dario Franceschini, appoggiato dall'area più 'rigorista' del governo, sarebbe favorevole a posticipare le riaperture delle scuole superiori e dei licei, spostando il ritorno sui banchi a dopo il 15 gennaio. Ma ad opporsi con forza a un rinvio è il M5S e la ministra della Scuola Lucia Azzolina, fermi sulla linea dei ritorno nelle aule dal 7 gennaio. Fortemente critiche anche la ministre di Iv, che hanno parlato di "un caos inaccettabile" sul capitolo scuola, "segno di un fallimento del processo di riapertura e del ritorno sui banchi".

 

LE REGIONI SI MUOVONO

In Veneto e Friuli Venezia Giulia scuole superiori a casa fino al 31 gennaio. In Campania si tornerà in classe lunedì 11 gennaio, mentre in Liguria di certo la scuola non riaprirà il 7. Il ritorno sui banchi continua a far discutere e, visti i dubbi espressi da più parti data l'emergenza coronavirus, alcune Regioni si sono portate avanti. Studenti in classe invece il 7, come da indicazioni del ministro Speranza, in Toscana.

 

 

Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha commentato l'intenzione di alcune Regioni di posticipare la riapertura delle scuole, prevista per il 7 gennaio. "I presidenti riflettano sulle conseguenze per studenti e famiglie", ha detto. "Il governo ha mantenuto gli impegni lavorando sul potenziamento dei trasporti e sullo scaglionamento degli orari. Ognuno faccia la propria parte", ha aggiunto.

 

Veneto e Friuli Venezia Giulia non apriranno dunque le scuole superiori a gennaio. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato un'ordinanza valida fino alla fine del mese: "La regione può intervenire, non è una contrapposizione con il governo. Noi tutti vorremmo le scuole aperte, ma in questo momento non mi sembra prudente", dice Zaia.

 

Di una "scelta di responsabilità, che tiene conto dell'andamento dei dati epidemiologici" parlano a Trieste il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e gli assessori Alessia Rosolen (Istruzione) e Graziano Pizzimenti (Infrastrutture)

 

"Saremo minoritari, ma in Toscana le scuole secondarie superiori, complici alcuni dati che indicano che ce lo possiamo permettere, il 7 gennaio ripartiranno al 50% in presenza secondo le indicazioni del ministro Speranza, e dal 15 gennaio al 75% in presenza. Se i dati epidemiologici peggioreranno, torneremo alla didattica a distanza", ha annunciato il presidente della Toscana, Eugenio Giani.

 

"Le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021". E' quanto si legge sulla pagina Facebook del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. "In tale data potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com'era prima della chiusura delle scuole per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado", ha fatto sapere ancora De Luca.

 

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, a TgCom 24 ha detto: "Conte ieri ha detto che il 7 gennaio la scuola avrebbe aperto poi il ministro Speranza ci ha convocato per dire che non sappiamo come apriremo e in che regioni, se saremo rossi o arancioni. Di fronte all'incertezza su cosa succederà il 7 e l'8 le scuole in Liguria non apriranno. Mi auguro che il governo si prenda la responsabilità altrimenti farò un'ordinanza, come hanno già fatto altri governatori".


Ultimo aggiornamento: Martedì 5 Gennaio 2021, 08:36
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