Ritorno a scuola, Bianchi insiste: «Via le mascherine se tutti sono vaccinati. Basta Dad, solo chiusure chirurgiche»

Ritorno a scuola, Bianchi insiste: «Via le mascherine se tutti sono vaccinati. Basta Dad, solo chiusure chirurgiche»

Nel primo giorno di scuola, Patrizio Bianchi ha fatto visita all'istituto Carducci di Bologna. Incontrando i giovanissimi alunni e rispondendo alle domande dei cronisti, il ministro dell'Istruzione ha insistito su un tema a lui molto caro: «Non ho abbandonato l'idea di far togliere le mascherine nelle classi, laddove siano tutti vaccinati. Questa è una indicazione chiara del decreto del 6 agosto, stiamo lavorando da aprile ad una nuova scuola, più inclusiva e affettuosa».

 

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«Siamo tornati in classe, è una gioia vedere le classi piene di ragazzi. Riparte una scuola che deve non solo riaprire ma anche ripensarsi, deve tornare a essere il centro della nostra comunità ed essere conscia di se stessa. Il compito della scuola quest'anno è farci sentire Paese» - ha spiegato il ministro dell'Istruzione a Sky - «Sugli esami di terza media e di maturità stiamo valutando con grande attenzione quanto accaduto lo scorso anno, abbiamo visto molto entusiasmo anche nella stesura dell'elaborato. Ho visto un grande impegno di ricerca da parte dei ragazzi, stiamo valutando con il personale, i dirigenti e gli studenti stessi, ci stiamo ragionando».

 

Per Patrizio Bianchi vanno assolutamente garantite le lezioni in presenza. «Il 93% del personale scolastico è vaccinato, se ci fossero rischi si interviene in forma mirata, siamo attentissimi al contagio ma saremo chirurgici nelle misure. Se una scuola fosse in difficoltà per il Covid, non manderemmo in Dad l'intera regione» - spiega il ministro - «Le regioni che hanno più sofferto lo scorso anno sono quelle in cui si registra il 100% di copertura vaccinale del personale e gli studenti hanno fatto in numero maggiore le dosi. Anche nelle condizioni più dolorose siamo stati capaci di fare comunità, questa è la scuola. Non faccio promesse ma mi prendo un impegno: la scuola sarà in presenza e sarà piena di entusiasmo, fatta di comuità e di piacere di sperimentare».

 

Il ministro dell'Istruzione ha poi rivolto un discorso ai giovanissimi alunni bolognesi, da estendere a tutti gli studenti d'Italia. «Bentornati. A voi, a tutti i vostri insegnanti, al personale e alle vostre famiglie, buon primo giorno di scuola. Tornare a scuola significa ritrovare gli amici, ritrovare gli spazi della nostra vita, tornare nel luogo degli affetti che poi rimarranno per tutta la vita. La scuola è la straordinaria avventura dell'imparare insieme, esplorare mondi nuovi e nuovi incontri. È una parte importante del paese la scuola; tutto il paese oggi è con noi, la scuola è il cuore della nostra comunità» - le parole di Patrizio Bianchi - «Il 20 settembre sarò in Calabria con il presidente Mattarella che mi ha detto di salutare tutti i bambini d'Italia. Sono quasi 10 milioni i bambini che vanno a scuola, quando si muove la scuola si muove tutto il Paese. Un augurio a tutti voi, è un tempo importante perché dobbiamo dimostrare di essere capaci e noi lo siamo. Continuate a suonare, a correre e a giocare insieme».

 

Quando i bambini hanno cantato l'inno nazionale, il ministro ha ripreso la parola per decantare il senso comunitario dei versi di Goffredo Mameli: «Stringiamoci a coorte vuole dire stiamo insieme. Ricominciamo con grande gioia. Oggi è il giorno dell'accoglienza. Accogliamo tutti, questa è la cosa migliore. Siamo affettuosi con tutti. Grazie a tutti i genitori, ai nonni. Ragazzi si comincia, cominciamo, dai».


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Settembre 2021, 10:40
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