Scuola, iscrizioni online: rebus per 1,5 milioni di studenti
di Lorena Loiacono

Scuola, iscrizioni online: rebus per 1,5 milioni di studenti

Liceo o istituto professionale? Tempo ridotto oppure tempo pieno?
E ancora: la scelta dell'indirizzo alle Superiori deve essere dettata dai gusti personali, dai consigli di mamma e papà o dai possibili sbocchi lavorativi?
Tempi di scelte difficili per gli studenti che, da oggi e fino a fine mese, devono presentare domanda di iscrizione al primo anno di scuola Elementare, Media e Superiore per l'anno scolastico 2019-2020: si tratta di circa un milione mezzo di ragazzi. La domanda si presenta in modalità online: una procedura che lo scorso anno ha messo in difficoltà il 29% delle famiglie italiane, quasi una su 3, che ha dovuto chiedere aiuto alle segreterie scolastiche perché non aveva internet a disposizione o non sapeva usarlo: a livello territoriale le regioni più virtuose sono state Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia dove le famiglie che hanno chiesto aiuto non superavano il 15% mentre quelle maggiormente in difficoltà sono state la Puglia con il 58% di famiglie senza internet, la Campania con il 56% e la Calabria con il 55%. Un dato pesantissimo di cui tener necessariamente conto per capire le enormi differenze che ci sono tra le famiglie italiane. Solo per le scuole materne la domanda di iscrizione resta in modalità cartacea.
Lo scoglio più complesso riguarda il mezzo milione di studenti di terza media che devono scegliere il tipo di Superiore per i prossimi 5 anni. O forse più, visto che il primo anno di scuola superiore è quello in cui si registrano più ragazzi bocciati, pari all'11,2% contro una media del 7,1% sui 4 anni. Questione non semplice al punto che, stando al picco di bocciati, l'orientamento non aiuta i ragazzi che continuano comunque a sbagliare scuola.
Secondo un sondaggio del portale skuola.net svolto su 4mila ragazzi di terza media, il 44% non ha ancora scelto nonostante 9 su 10 assicurano di aver svolto corsi o approfondimenti per l'orientamento. Due su tre non ritengono comunque utile l'orientamento svolto e 4 su 10 seguiranno le indicazioni dei genitori. Alla base di tutto sembra esserci il lavoro dei sogni, quello che si vorrebbe svolgere da grandi. E' questo infatti il criterio principale per la scelta secondo i ragazzi: 9 su 10 si indirizzano in base al lavoro che vorrebbero fare anche se, purtroppo, il 55% si dice consapevole del fatto che, comunque, non riuscirà a fare quel lavoro, pur raggiungendo il diploma o la laurea.

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Lunedì 7 Gennaio 2019, 05:01
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