La Dad non ha funzionato: lo ammette anche la Azzolina. Ma il ritorno in presenza è un rebus tra proteste e rinvii
di Lorena Loiacono

Scuola, la Dad non ha funzionato: lo ammette anche la Azzolina. Ma il ritorno in presenza è un rebus tra proteste e rinvii

Si scrive dad, si legge caos. La scuola superiore a distanza non funziona più, lo ha detto anche la ministra Azzolina. Ma, a dirla tutta, in tanti casi non ha mai funzionato. E allora adesso, proprio quando si dovrebbe tornare in presenza, esplode la protesta sia tra il Governo e le Regioni, che hanno deciso di non rientrare l'11 gennaio posticipando anche fino a febbraio, sia tra favorevoli e contrari alla didattica a distanza.

 

 

NO DAD

 

Il partito dei contrari vuole lasciare i pc e tornare in presenza, per recuperare la socialità tra i ragazzi e il rapporto con i docenti che, attraverso lo schermo, non riescono a valutare la preparazione dello studente in vista della pagella. Secondo i dati Ipsos, incombe il rischio dispersione: spariranno dai banchi 34mila ragazzi. La ministra Azzolina chiederà i ristori formativi per organizzare corsi di recupero alle superiori ma anche alle elementari e medie, anche loro in dad per mesi lo scorso anno.

 


SÌ DAD

 

Il fronte dei favorevoli, invece, preferisce andare avanti con la didattica online perché il rientro al 50% comporterebbe disagi enormi: il sovraccarico dei trasporti impone orari scaglionati, con ingressi alle 10. E gli studenti, in classe fino alle 16, non hanno la mensa né il tempo per studiare a casa. Secondo un sondaggio di Skuola.net, ben 4 studenti su 5 preferiscono restare a distanza.

 


ROMA NELLA PROTESTA

 

È partita dalla Capitale la mobilitazione nazionale degli studenti che, dalla scorsa settimana, stanno organizzando flash mob davanti alle scuole come Tasso, Mamiani e e Righi, ma anche in Campidoglio, in Prefettura e al ministero di viale Trastevere. Il governatore del Lazio Zingaretti ha ribadito che il 18 si torna in aula: «Ma i rischi ci sono».

 

OCCUPAZIONI A MILANO

 

In Lombardia si rientra tra i banchi il 25 gennaio ma non si placano le proteste: ieri gli studenti del liceo classico Manzoni hanno occupato l'edificio, contro il balletto delle date. Il Collettivo ha poi incontrato la preside e gli agenti inviati dalla questura.


IN INGHILTERRA Alex: «Qui a Londra non è una novità, ma in classe c'è più senso di appartenenza»

di Alex Pesarin

Vivo a Londra da 5 anni e mi sto preparando a superare gli A- Level alla Chelsea Academy, esami di Stato corrispondenti alla maturità italiana che si tengono in Inghilterra. Anche da noi il rientro in classe a gennaio è stato virtuale dato che le lezioni vengono erogate per il 95% degli studenti su Google classroom. Per gli studenti inglesi il distance learning non è poi una novità, dato che molte attività didattiche venivano gestite anche nelle piattaforme online. Tuttavia, devo ammettere che switchare completamente dalle lezioni in presenza a quelle a distanza ha sicuramente rivoluzionato il mio metodo di studio.

Se fino a 20 giorni fa la scuola era fatta di spazi aperti e dinamici, lezioni e interazioni con i miei professori e i miei compagni, era un punto di riferimento quotidiano che ci dava un senso di appartenenza, ora è una realtà astratta, rinchiusa nello spazio angusto della nostra camera, dove ci ritroviamo nostro malgrado, chini sul computer, provando ad ascoltare e a capire la voce a intermittenza del nostro insegnante. Abituarsi alla didattica a distanza non è stato facile per me. Seguire le lezioni da casa è una prova di volontà che si rinnova ogni mattina e se si è particolarmente stanchi, l'attenzione diminuisce. Ci sono però molteplici aspetti positivi che ho riscontrato durante questo periodo, come l'entusiasmo che ho scoperto di avere verso la matematica. La dad mi ha stimolato e portato a essere più autonomo e responsabile anche senza la presenza dei miei insegnanti, facendomi riflettere sull'importanza dello studio.

 


IN FRANCIA Giorgia: «La gioia di ritrovare i compagni supera tutte le comodità di casa mia»

di Giorgia Dallan 

 

Frequento il Lycée International de Saint Germain en Laye, in Francia. Quando a metà marzo si è deciso per il lockdown totale, ero esaltata all'idea che avrei avuto più tempo di godermi la primavera senza dover passare molte ore a scuola. Purtroppo però la quarantena ha avuto un effetto molto negativo: dopo qualche settimana tutti speravamo di tornare in classe per riguadagnare quello che avevamo perso con i corsi online.

Fortunatamente, uno degli obiettivi principali del governo francese è stato quello di far tornare i ragazzi a scuola. A partire dal mese di settembre, le misure restrittive si sono fatte più pesanti, ma la gioia di ritrovare i miei amici supera ampiamente quella di passare il tempo nella comodità di casa mia. Nonostante l'aumento dei contagi, i licei sono riusciti ad organizzare un orario scolastico che permettesse di diminuire il numero di ore in presenza, senza però imporci di rimanere a casa. Nel mio caso, tutte le classi di uno stesso livello stanno a casa a turno con Dad un giorno alla settimana.

La Dad mi ha insegnato ad organizzarmi meglio in termini di comunicazione e spirito d'iniziativa; ma ritrovare gli amici, seguire una lezione dal vivo e andare a mensa insieme sono delle esperienze che io considero altrettanto importanti. Anche se ridotte, non scambierei mai le ore che seguo a scuola con una nuova quarantena.


A ROMA Maria Elena: «Ho appreso nuove conoscenze ma mi sento senza famiglia»

 

di Maria Elena Gabella

 

Frequento il quarto anno dell’Istituto Massimiliano Massimo, scuola di Roma che non ha mai fermato la didattica proseguendo, quando possibile, in presenza, altrimenti con la Dad. In questo strano periodo bisogna riconoscere che ci sono stati dei lati positivi, come quello successo a me nel mese di dicembre nel quale ho frequentato un corso della Bocconi sul Data Science, organizzato in maniera eccellente, e che non credo sarebbe stato possibile senza la conoscenza di alcune piattaforme. 

Fondamentale, ad esempio, è stata l’esperienza con applicazioni come Zoom o Google Meet. Trovo pure dei lati negativi nella vita di tutti i giorni in Dad, questi, per me che frequento il Classico, riguardano soprattutto il tradurre: le versioni fatte in classe provocano un pathos che non è riproducibile in una video-lezione.
Questo accade anche in altre materie come fisica o matematica, che necessitano di fare esercizi su esercizi con una continua discussione.


Forse, nonostante i molti mesi passati in didattica a distanza, non ci siamo ancora abituati all’idea di non poter tornare in classe presto, di rivedere i nostri compagni che ci facevano vivere momenti indimenticabili e che nonostante tutto ci fanno sentire parte di una grande famiglia, anche a distanza.


riproduzione riservata ®


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 09:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA