Scuola, l'allarme del ministro Bianchi: «Classi pollaio addio, ma ora mancano gli scolari»

Scuola, l'allarme del ministro Bianchi: «Classi pollaio addio, ma ora mancano gli scolari»

di Lorena Loiacono

Altro che classi pollaio, le classi si stanno svuotando. È questo il vero problema da affrontare, secondo il ministro Bianchi che ha parlato della crisi demografica fin dai primi giorni del suo mandato. E ieri lo ha ribadito in commissione congiunta Affari costituzionali-Cultura al Senato: «A causa della denatalità, da qui a vent'anni la vera emergenza non saranno le classi pollaio ma il fatto di non riuscire più a formare le prime». Il calo demografico è infatti già molto evidente, basti pensare che, nel 2021, l'Istat ha registrato il record negativo di nascite: meno di 400mila. E dalle culle vuote si passa quindi alle classi vuote. Il ministero di viale Trastevere ha reso noti i dati delle iscrizioni per il prossimo anno registrando la perdita di 120mila studenti. Secondo le stime del Pnrr nel 2036 mancheranno all'appello 1,1 milioni di studenti rispetto ai 7,4milioni iscritti oggi. Qualcosa come 55mila classi in meno, da 20 alunni, rispetto ad oggi. Il problema interessa quindi anche gli organici che, inevitabilmente, sono destinati a diminuire. Restano invariati da qui ai prossimi 4 anni, poi calerà anche il numero dei docenti: «Stiamo portando tutte le classi su una media di 18-20 alunni per classe. Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Maggio 2022, 07:47
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